Sono le criticità che il sistema dell'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati strutturato a Modena (e che a differenza di quello dei richiedenti asilo adulti prevede il coinvolgimento diretto anche del Comune nell'organizzazione, finanziata sempre dal ministero, dei percorsi per l'integrazione insieme alle cooperative e associazioni del territorio), ha dovuto affrontare negli ultimi 20 anni. Decenni in cui Modena è sempre stata centro delle maggiori criticità del sistema. Anche rispetto non solo ad altre aree del Paese, ma anche rispetto ad altre province. Come lo è oggi, con il problema, più marcato che altrove, dei casi di finti minori, ovvero di quelle vere e proprie truffe sull'età dichiarata perpetrata da stranieri sbarcati senza documenti in Italia e che pur maggiorenni come età anagrafica dichiarano una minore età per potere accedere in automatico ai percorsi di accoglienza a tutele rafforzare previste per i minori. E che le tecniche di controllo sanitario, non sempre facili da applicare, hanno scoperto in 7 casi ogni 10 controlli effettuati.
Problematiche del sistema che l'Assessore comunale con delega alla sicurezza e al welfare Alessandra Camporota, conosce bene, per averle affrontate sia come funzionario del ministero decenni fa, ai tempi dell'emergenza Albania, poi come prefetto a Modena, fino a fine 2023. Con la gestione di un flusso quasi raddoppiato di minori stranieri che ha rischiato di mandare in tilt il sistema obbligando il comune a prendere in carico qui, ma a dirottare verso altre comunità in altre regioni, i minori in esubero. Problematiche che l'assessore ha ricordato alla sala Pucci nel corso dell'incontro con i cittadini organizzato sulla sicurezza. Nel quale da più fronti, dalla platea, il tema dell'accoglienza dei minori stranieri e la gestione delle comunità da parte delle cooperative è stato oggetto di critiche e di domande, nel momento in cui in diversi casi i minori stranieri accolti si erano resi protagonisti, anche di recente, di reati anche gravi e anche in orari notturni in cui avrebbero dovuto essere in comunità.
L'ex prefetto e assessore ha ricordato come anche le criticità legate all'esubero di minori e ail'allarme generato da gruppi di minori tunisini autori di reato, sono state affrontate e che il numero di minori si è ridotto e tornato ai livelli precedenti all'emergenza e che nonostante le difficoltà, l'attuale sistema di accoglienza modenese si distingue per una gestione ben strutturata e organizzata. Oggi in 7 comunità di accoglienza con una spesa, finanziata dallo Stato, di circa 4 milioni di euro all'anno per un numero di circa 110-120 minori stranieri accolti. 'Gli operatori lavorano con impegno per garantire un accompagnamento adeguato ai minori, integrandoli in comunità o affidamenti familiari, questi ultimi in numero ridotto per la difficoltà di avere famiglie pronte e formate per accogliere, e promuovendo percorsi educativi e formativi.
L'assessore Camporota ha ribadito l'importanza di un impegno continuo a livello nazionale e locale per redistribuire le responsabilità e affrontare il fenomeno in modo equo ed efficace. L'obiettivo deve rimanere quello di fornire ai minori stranieri non accompagnati non solo protezione, ma anche un reale percorso di integrazione e crescita. Cosa che soprattutto in momenti di ingenti flussi non è stato di fatto possibile garantire a pieno.
Gianni Galeotti
Nella foto, l'assessore ed ex prefetto Alessandra Camporota durante l'incontro alla sala Pucci



