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Modena Life, progetto Alcatraz svelato a fine agosto ma l'ultima parola spetterà al Comune

Modena Life, progetto Alcatraz svelato a fine agosto ma l'ultima parola spetterà al Comune

Dopo la grande presentazione in Accademia, il progetto è avanzato nel silenzio. Il referente del fondo Michelangelo Marinelli: 'Nessuna ipotesi di studentato, puntiamo a work house di fascia alta'


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Il progetto di riqualificazione dell’ex Residenziale Manfredini – meglio noto come Alcatraz – entrerà formalmente all’interno del bando per la rigenerazione urbana del Comune di Modena e sarà svelato pubblicamente tra una quindicina di giorni intorno al 21 agosto, giorno più giorno meno, quando è prevista la presentazione ufficiale da parte del fondo Modena Life. Un passaggio annunciato già un anno fa con grande enfasi durante la grande presentazione pubblica in Accademia, con tanto di endorsement etico del Vescovo di Modena, ma che nei mesi successivi, fino ad oggi, non aveva mai trovato alcuna formalizzazione concreta né depositi ufficiali in Comune di atti formali urbanistici. Dopo quell'opera di pulizia, riordino e messa in sicurezza dell'area, che pur imponente per le dimensioni dello stabile era pur sempre un intervento dettato e di fatto obbligato da esigenze di ordine e sicurezza pubblica, che nulla aveva a che fare con la riqualificazione e ristritturazione annunciata, non seguì nulla. Nemmeno, appunto, un atto in Comune, come confermò lo stesso neo assessore all'urbanistica Carla Ferrari. E come ci ha confrmato alcune settimane fa lo stesso Marinelli.

Il motivo oggi emerge: la formalizzazione del progetto di massima nei tempi del bando della rigenerazione del Comune.
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Sotto i cui parametri di valutazione il progetto dovrà passare. 'Dead line' possibile, appunto, il 21 agosto, almeno per la presentazione pubblica. Nello stesso periodo, si evince dal cronoprogramma aggiornato rispetto a quello presentato a Palazzo Ducale, è fissata la negoziazione pubblico privata finalizzata al rilascio delle autorizzazioni e la presentazione del titolo edilizio per la valutazione di destinazione d'uso; una destinazione che in questi mesi sarebbe stata definita anche sulla base del confronto con investitori che hanno risposto al cosiddetto Scouting commerciale. Fissato inizialmente a giugno nel cronoprogramma reso noto nell'evento in accademia, è poi sparito nella versione aggiornata in queste ore, ma ciò solo per un allineamento nelle scadenze, in quanto, nel merito, lo scouting commerciale, ovvero la raccolta di manifestazioni di interesse ( e di fatto possibili investitori), sul progetto - fa sapere Modena Life - 'sarebbe andato molto bene, e avrebbe orientato anche la destinazione d'uso delle varie volumetrie'

Solo con la consegna del progetto di massima, si attiverà l’iter previsto dal bando comunale. Da quel momento, il Comune avrà 90 giorni per valutarlo e – in caso di esito positivo – si potrebbe procedere alla progettazione esecutiva.

Ancora presto per parlare di 2026 se non fermandosi al mese di marzo, con la presentazione dell'accordo operativo. Tanto più per il possibile via libera ai lavori, previsto, da nuovo cronoprogramma, al dicembre 2026. Da quel momento tre anni di cantiere per consegnare i lavori al giugno 2029, giusto giusto in piena campagna elettorale. Tutto, lo ripetiamo, ancora sulla carta. Ipotetico. Nel frattempo le prime indiscrezioni sull'indirizzo funzionale che il mega-complesso potrebbe avere.

Scartata l'ipotesi di studentato

Marinelli, interpellato sul punto, è stato netto: “Non è nostro interesse realizzare uno studentato. Se si presentassero grandi gruppi di investimento nel settore, lo valuteremmo. Ma da soli, non ci metteremo a farlo”. E qui, riemerge l'ipotesi iniziale, con altri soggetti investitori, legata ad un progetto che vedeva proprio uno studentato come elemento rispetto al quale fare ruotare la riqualificazione. E per il quale c'era già un progetto strutturato che, sempre sulla carta, aveva ricevuto la disponibilità del ministero per un finanziamento da circa 4 milioni di euro. Ma questa è un'altra storia di cui probabilmente ci rioccuperemo a breve. Torniamo al merito del progetto Modena Life, ovvero di quanto è trapelato.

Il nuovo progetto: work house, per dirigenti e fascia alta dell'abitare

Stando a quanto appreso, la proposta che sarà sottoposta al Comune punterebbe a una cosiddetta 'work house' rivolta a lavoratori di fascia medio alta e dirigenti, accompagnata da spazi commerciali e servizi, con un modello ispirato a realtà internazionali.
“Se poi uno studente prende in affitto una stanza, va bene, ma non è il nostro target”, chiarisce Marinelli.
Con i suoi 42.000 metri quadrati, la riqualificazione dell'ex direzionale Manfredini, rappresenta una sfida urbana strategica, ora convolata all'esito del bando del Comune. Il 21, forse, ne potremmo sapere di più.
Gi.Ga.
Nella foto, l'immagine della presentazione dell'idea di progetto per la riqualificazione del comparto ex Manfredini, cosiddetto Alcatraz
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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