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Modena, carcere al collasso: sovraffollamento e stranieri al 59%

Modena, carcere al collasso: sovraffollamento e stranieri al 59%

Ad aggravare la situazione al S.Anna di Modena la mancanza del direttore, del magistrato di sorveglianza e di organici sottodimensionati alla situazione


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Il carcere di Sant’Anna conta 492 detenuti a fronte di una capienza di 369, ovverso un indice di sovraffollamento al 125%. Con il 58,7% dei detenuti stranieri. E come se non bastassero questi dati già critici, il carcere S.Anna di Modena soffre di ulteriori criticità: la carenza del numero sia del personale di sorveglianza rispetto agli organici definiti, sia degli educatori. A questo si aggiunge, dalla fine del 2017, l'assenza di un direttore assegnato (il ruolo è ricoperto pro tempore dal direttore della Casa di sorveglianza di Castelfranco Emilia), e la lunga assenza del magistrato di sorveglianza su cui da tempo il Comune di Modena e il Clepa, il Comitato locale per l’area dell’esecuzione penale adulti, hanno sollecitato il ministero della Giustizia.
 
Dati che danno la fotografia di una realtà decisamente al collasso, forniti dall'Assessore al Welfare e Coesione sociale Giuliana Urbelli in Consiglio comunale, nella risposta all’interrogazione dei consiglieri del Pd Chiara Susanna Pacchioni e Grazia Baracchi, che hanno chiesto 'l'impegno a convocare il Clepa e a sollecitare nuovamente il Ministero perché provveda a superare le criticità”.

L’interrogazione sulla situazione del carcere, illustrata in aula dalla consigliera Baracchi, metteva in evidenza, oltre al problema del sovraffollamento, “la cronica

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carenza di educatori penitenziari, ridotti da otto a cinque in pianta organica e, di quei cinque, operativi solo in tre, il più basso rapporto tra educatori e reclusi a livello regionale, con conseguenza ancora più dannose se si considerano le due sezioni speciali, una per reati sessuali e l’altra a custodia attenuata, che necessitano di percorsi di recupero e di trattamento specializzati e intensificati”.

Dei detenuti reclusi nel carcere di Modena, 189 dichiarano abuso di droghe e 91 di alcool.

Nel 2017 la Regione Emilia Romagna e il Comune di Modena, gli enti a cui spettano in particolare la promozione degli interventi volti al recupero e al reinserimento dei carcerati, hanno stanziato a questo scopo complessivamente 110 mila 397 euro (73.913 la Regione, 36.484 il Comune) per realizzare attività volte a migliorare le condizioni di vita interne al carcere e consolidare gli sportelli interni al carcere che, anche attraverso un servizio di mediazione linguistica, gestiscono le informazioni per i nuovi giunti, i detenuti in uscita e sui progetti di rimpatrio volontario assistito.

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