'È stata una cerimonia semplice ma partecipata, abbiamo ricordato degnamente il sacrificio di Norma Cossetto, la giovane studentessa istriana che nel lontano 1943 venne sequestrata, stuprata e gettata in una foiba dai partigiani comunisti slavi. Dopo la deposizione di un mazzo di fiori ed alcune rose, abbiamo ricordato ai presenti la vita e l’eroica fine della giovane studentessa - spiegano gli organizzatori -. Ci dispiace infine che il Sindaco non abbia nemmeno risposto al nostro invito, siamo fiduciosi per il prossimo anno'.
Alla cerimonia erano presenti i neo parlamentari di Fdi Barcaiuolo e Dondi e diversi dirigenti di Fdi. 'Anche quest’anno, grazie al Comitato 10 Febbraio ho avuto l’onore di partecipare all’iniziativa una rosa per Norma; in ricordo di Norma Cossetto, giovane istriana, violentata, seviziata ed infoibata dai partigiani comunisti yugoslavi - afferma Michele Barcaiuolo -. La sua storia è l’esempio delle barbarie subite da decine di migliaia di italiani sul confine orientale, con una sola colpa: essere italiani'.
I fatti
Norma Cossetto, figlia di Giuseppe Cossetto, dirigente istriano del partito fascista, è stata una studentessa universitaria istriana. Venne ripetutamente violentata dai partigiani del Maresciallo Tito, e dopo giorni di torture gettata nuda nella foiba di Villa Surani. Era la notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943. Norma aveva 23 anni.
Racconta la sorella Licia Cossetto: 'Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l'abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all'addome. Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l'abbiano gettata giù ancora viva. Mentre stavo lì, cercando di ricomporla, una signora si è avvicinata e mi ha detto: 'Signorina non le dico il mio nome, ma io quel pomeriggio, dalla mia casa che era vicina alla scuola, dalle imposte socchiuse, ho visto sua sorella legata ad un tavolo e delle belve abusare di lei; alla sera poi ho sentito anche i suoi lamenti: invocava la mamma e chiedeva acqua, ma non ho potuto fare niente, perché avevo paura anch'io'.



