Già oggi noi riteniamo totalmente inutile la Bretella Campogalliano-Sassuolo, un raddoppio della superstrada esistente che andrebbe ripensato con un sistema di mobilità delle merci su ferro adeguato al contesto economico europeo e alla situazione ambientale del bacino padano. Non possiamo che opporci all’idea di prolungare questa grande opera con un tratto stradale che taglierebbe l’Appennino (con impatti ambientali facilmente immaginabili) per replicare semplicemente il collegamento fra pianura e costa tirrenica già aperto dalla Parma-La Spezia e dall’Autostrada del Sole'.
E' la posizione espressa oggi da Legambiente Modena, all'indomani della presentazione, del nuovo Presidente della Provincia Giandomenico Tomei, del programma di mandato. Che vede, tra le priorità, il rilancio di quelle opera viarie promesse da più di venti anni. Dalla Cispadana alla Bretella Campogalliano-Sassuolo, con l'aggiunta dell'ipotesi, da sempre invisa, anche se non ufficialmente, al PD, di un passante appenninico in territorio modenese, prolungamento proprio della Bretella Campogalliano Sassuolo che tarda ad arrivare
Su questi punto Legambiente entra nel merito: 'Si tratta evidentemente di una dichiarazione d’intenti senza alcuno studio di pianificazione o analisi d’impatto ambientale a supporto.
Oltretutto ricordiamo che la mobilità delle merci a livello europeo sta optando sempre più decisamente sulla rete ferroviaria per gli spostamenti su lunga distanza (come emerso dal convegno fra le regioni europee dell’arco alpino tenutosi lo scorso aprile, proprio sul tema del trasporto commerciale): un trend che è evidentemente ritenuto necessario sia per lo sviluppo dell’economia comunitaria, sia per il raggiungimento degli obiettivi di salvaguardia dell’ambiente individuati dall’Unione Europea.
A tal proposito, proprio sulla tratta Modena-Lucca, un’importante azienda sassolese aveva aperto nel 2012 uno scalo merci ferroviario in provincia di Lucca proprio per avviare il trasporto di materie prime su ferro dalla Garfagnana a Sassuolo, eliminando oltre 15mila mezzi pesanti dalle strade del nostro Appennino. Un precedente da considerare se si vuole progettare uno sviluppo veramente sostenibile per l’economia locale.
Confidiamo quindi che il nuovo Presidente trovi il tempo, dopo questo periodo elettorale, di studiare in modo approfondito la situazione infrastrutturale esistente al di fuori della Provincia e di cambiare idea rispetto a queste infrastrutture,



