'L'attuale struttura interna dell'edificio, organizzato in piccole unità, rifiuta la conversione degli spazi del corpo centrale in aule scolastiche perché ne sarebbe stravolto l'impianto storico da tutelare. Inoltre, con una destinazione d’uso non sanitaria si rinuncerebbe ad un edificio mirabilmente inserito nel verde e nel cuore del quartiere ed alla massima integrazione col tessuto delle strutture sanitarie e sociosanitarie. Ciò lo rende adatto, per il futuro, ad essere centro per le cure in assistenza domiciliare (Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali) dei pazienti affetti da demenza (disturbi cognitivi e Alzheimer). Nel distretto di Modena le strutture a disposizione dell’AUSL, per la stragrande maggioranza private in convenzione, già oggi non sono in grado di soddisfare la domanda di assistenza in costanza di ricovero ordinario o in day hospital per le Demenze (Disturbi Cognitivi ed Alzheimer, oltre 3000 casi in città ) Perché quindi alienare un edificio che ben si presta a mantenere la sua funzione a servizio soprattutto per la terza età?
'Già nel perimetro del Fermi esistono edifici della Provincia congrui con l’ampliamento degli spazi didattici, la rinuncia ai quali, come minimo, dovrebbe essere motivata accuratamente al corpo studentesco ed a quello insegnante, oltre che alla opinione pubblica di Modena'.
Di qui le richieste:
- Il Comune e la Provincia di Modena rinuncino alla convenzione del 2018
- Il Ramazzini sia risanato e restaurato, riconvertito a Centro Demenze e Disturbi cognitivi e Centro Alzheimer, a gestione pubblica diretta, e non convenzionata, del Distretto dell’Ausl di Modena.
- L’istituto Fermi sia ampliato negli edifici disponibili, come l’ex ONMI, nel suo perimetro assicurando la piena sicurezza di quanti vi studiano e vi lavorano'
Nella foto, sopra l'attuale sede della Cra Ramazzini e sotto, il cantiere della nuova sede della CRA Gorrieri che ne dovrebbe prendere il posto



