'Troviamo soprattutto aziende edili in cui sono tutti parenti e che, anche nei rapporti contrattuali, intrattengono contatti con altre imprese gestite dalla criminalità organizzata'. Tutte le aziende sulla posta in gioco PNRR 'passano sotto la lente dell’antimafia e la maggioranza delle aziende colpite è calabrese e solo qualcuna emiliana'. A parlare, intervistata da Maria Grazia Mazzola per Tv7 speciale del Tg1, è Maria Rita Cocciufa, prefetto di Reggio Emilia dove la posta in gioco del PNRR, come ricorda nel servizio la giornalista, è di 1 miliardo e 400 milioni con 2075 progetti. Dividere le aziende in blacklist e whitelist, sane oppure no, è un’opera di prevenzione a garanzia dei soldi pubblici e dei relativi appalti. Eppure ancora quest’anno 'le imprese a Reggio Emilia raggiunte da interdittiva sono state 80', ricorda il prefetto, mentre negli anni precedenti sono state 144, dato superiore a città del Sud.
Per spiegare il fenomeno Gaetano Paci, procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, ricorda le parole del Procuratore Nazionale Antimafia Gianni Melillo: 'La ndrangheta nel nord e in Emilia è una componente strutturale del sistema economico. Il protagonismo mafioso in quest’area e regione non è mai venuto meno e continua a condizionare la regione', ribadisce Paci.
Ndrangheta, a Reggio Emilia nel 2024 interdette 80 imprese
A parlare, intervistata da Maria Grazia Mazzola per Tv7 speciale del Tg1, è Maria Rita Cocciufa, prefetto di Reggio Emilia
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