“Tre anni fa avevamo detto che qualcosa non andava, e il TAR ci ha dato ragione”, attacca Giacobazzi in una nota che si dichiara non soddisfatto dalla soluzione proposta dal comune per suprare le criticità evidenziate dalla sentenza del Tar che ha accolto il ricorso di un utente e dell'associazione Prima gli ultimi contro il regolanento del comune di Modena applicato dal 2011. 'Il nuovo - specifica Giacobazzi' - rischia di esaurirsi in una operazione di maquillage linguistico” che non affronta nel merito le criticità sollevate dalla giurisprudenza.
“La condivisione è mancata anche questa volta,” prosegue il capogruppo di Forza Italia, “presentare un testo chiuso e confezionato è una mancanza di rispetto verso le famiglie e le persone fragili, che dovrebbero essere al centro delle politiche sociali.”
Sul piano tecnico, Giacobazzi punta il dito contro l’indeterminatezza del testo: “La definizione delle soglie ISEE e dei criteri di accesso viene rinviata a successivi atti amministrativi, lasciando le famiglie nell’incertezza.” La questione del contributo per il trasporto solleva ulteriore malcontento. “Eliminare i 120 euro mensili e calcolare la spesa solo in base all’ISEE è pericoloso”, avverte Giacobazzi, “perché il parametro non riflette la reale disponibilità economica. Basta una casa di proprietà per farlo salire, ma non per coprire 15 euro al giorno di trasporto.”
Per questo, Forza Italia chiede un periodo sperimentale di applicazione del regolamento “per valutarlo alla prova dei fatti e garantire il confronto diretto con famiglie e utenti.”
Per Giovanni Bertoldi, capogruppo Lega, il Comune ignora gli errori del passato. 'Questo nuovo regolamento si traduce in una 'occasione mancata, anche di ascolto da parte dell'amministrazione comunale rispetto agli utenti. Sarebbe bastato guardare all’esempio di Parma, dove il regolamento è stato modificato nel rispetto delle indicazioni del TAR e con il coinvolgimento delle famiglie. A Modena questo non è avvenuto. Affidare nuovamente alla Giunta il compito di definire soglie ISEE e criteri di accesso è un'impostazione che si scontra con i principi di trasparenza, equità e legalità,” sottolinea Bertoldi. In merito al costo del trasporto il capogruppo Lega evidenza con preoccupazione l’eliminazione del contributo fisso per il trasporto.
Il dibattito in aula è stato aperto da Maria Grazia Modena (Modena per Modena) che ha chiesto se i pazienti con disabilità gravissime siano esenti dalle tariffe, come prevede la norma regionale e nazionale.
Per Elisa Rossini (Fratelli d'Italia), “il regolamento introduce alcune novità, ma non determinanti. La definizione delle tariffe è demandata alla giunta e non si conoscono ancora nel dettaglio le modalità di compartecipazione”. Il consigliere ha preso atto dell’impegno a non superare la capienza Isee, e apprezzato la scelta del Comune di non ricorrere al Consiglio di Stato, attendendo tuttavia la delibera di giunta per verificare la coerenza con gli impegni assunti.
Dario Franco ha riconosciuto che i centri sono un sostegno alle famiglie e al percorso di crescente autonomia di persone con disabilità. Il consigliere ha sostenuto che il regolamento è figlio di una sentenza del Tar e di un decreto del Governo che ha lo scopo di assicurare alla persona il un riconoscimento della disabilità rimuovendo gli ostacoli che impediscono l'affermazione della propria vita: “L’inclusione sociale deve potenziare autonomie e capacità decisionale, rafforzare un progetto di vita e la gestione di risorse da parte dell’individuo, con un sistema di monitoraggio sui percorsi”.
Per Andrea Mazzi (Modena in ascolto) i centri sono una realtà preziosa e le modifiche al regolamento, in parte formali e in parte sostanziali, tengono conto delle sentenze che indicano l’Isee come riferimento: “Questo strumento ha certamente un valore, ma anche dei limiti: è importante superarli gradualmente”. Il consigliere ha quindi invitato a considerare gli effetti concreti delle tariffe sulle famiglie e trovare formule per moderare i costi per redditi bassi o medio-bassi.
Per il consigliere Pd, Alberto Bignardi ha definito il regolamento un aggiornamento importante per equità e giustizia che propone una visione più moderna e un approccio personalizzato nei progetti, “con l’Isee centrale per definire le quote secondo equità, garantendo una tutela delle fragilità economiche, e allo stesso tempo un equilibrio tra bilanci e bisogni”.
A sua volta Luca Barbari ha fatto notare come sia stato compiuto un lavoro in commissione condiviso, recependo anche proposte dalle opposizioni e dimostrando che si è cercato un confronto. Ha quindi sottolineato positivamente la costituzione di una commissione multidisciplinare per garantire una valutazione trasversale con competenze specialistiche diverse. “Questa riforma ha aspetti largamente condivisibili – ha concluso - perché mette mano a un tema su cui è necessario intervenire in maniera organica”.
Per Martino Abrate (Avs) il regolamento mette al centro la persona con disabilità e le sue reali esigenze, puntando a garantire un progetto di vita e di cura per chi non può essere assistito a domicilio. Oltre all’assistenza sanitaria, si valorizzano le attività educative, ricreative e di socializzazione, favorendo l’integrazione con famiglie e territorio. Al centro anche la progettualità della persona e la personalizzazione dei percorsi. “La compartecipazione al costo sarà elemento di chiarezza e qualità”, ha concluso, auspicando che il calcolo dell’Isee rifletta sempre più la reale capacità finanziaria delle famiglie.
Giovanni Silingardi (M5s) ha parlato di principi condivisibili emersi dal dibattito e presenti nel testo. Ha indicato come tema centrale quello delle risorse e dei finanziamenti, necessari per affrontare in modo serio il futuro di queste politiche, apprezzando la visione del provvedimento “che supera l’approccio solo medicalizzante e valorizza il ruolo della persona nelle relazioni sociali”, ma richiamando la necessità di inserirlo in un “quadro di sostenibilità finanziaria”.
In replica, l’assessore Maletti ha rivendicato la scelta di portare il regolamento in Consiglio comunale sia come atto di trasparenza sia perché sono stati introdotti elementi innovativi che mettono al centro la persona con disabilità e i familiari, per coinvolgerli nei progetti individuali di sostegno e cura. L’assessora ha anche parlato della necessità di un intervento del Governo affinché i diritti di queste persone possano rientrare nei Lea e nei Leps con adeguati finanziamenti. Entrando nel merito di alcune questioni emerse dal dibattito, l’assessora ha chiarito che “applicando alla lettera ciò che dice il Tar, noi non possiamo andare extra capienza Isee relativamente solo ai redditi della persona con disabilità”. Mentre sul tema del confronto, l’assessora ha parlato di un incontro tenutosi il 19 giugno con i soggetti interessati dal nuovo regolamento, annunciando anche l’avvio di un percorso territoriale, con Usl e associazioni di familiari, per affrontare temi quali la domiciliarità delle cure, residenzialità, e definendo attività e servizi più idonei per una valorizzazione delle capacità residue delle persone e per rallentare un peggioramento, mantenendo la qualità della vita, “in una logica di corresponsabilità e di verifica degli strumenti disponibili”.



