L’idea è semplice: creare una “biblioteca degli oggetti” cittadina, capace di far circolare beni di uso saltuario e, insieme, di generare relazioni di fiducia tra persone: si può mettere a disposizione ciò che si usa raramente e prendere in prestito ciò che serve in un determinato momento. Su prestocosevedogente.com sono già disponibili le linee caratterizzanti del progetto.
Il valore sociale dell’operazione sta anche nella sua capacità di tenere insieme utilità quotidiana e legame civico. Gli oggetti, oltre che rispondere ad un bisogno temporaneo, forniscono, nell'idea dei promotori, occasioni di incontro tra vicini o tra persone che non si conoscono e che iniziano a riconoscersi dentro una pratica concreta di fiducia. Questa dimensione porta poi nel quotidiano i temi del riuso, della sostenibilità e della collaborazione. L’Oggettoteca di Modena funziona come una realtà diffusa, con gli oggetti custoditi nelle case dei proprietari e con ritiro e consegna concordati tra le parti attraverso una piattaforma gestionale: si valorizzano risorse già presenti e si collegano in una rete organizzata.
Le realtà promotrici sono Banca del Tempo di Modena, Legambiente, FIAB, Ciclofficina Rimessa in Movimento, Officina del Riuso, Tric Trac – Insieme per il Quartiere, Mio Gas e DES Modena. La serata del 26 marzo offrirà una presentazione dei valori del progetto e un quadro del funzionamento generale dei prestiti. Sarà un momento pubblico di avvio, pensato per allargare la rete, coinvolgere nuove persone e far conoscere uno strumento concreto che unisce sostenibilità, risparmio, prossimità e partecipazione.
'Presto Cose, Vedo Gente - sottolineano i promotori - porta a Modena un’idea molto contemporanea: una città in cui gli oggetti circolano insieme alla fiducia, risolvendo problemi pratici e nel contempo creando connessioni fra le persone.
Nella foto: la conferenza stampa di presentazione


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