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Oggi, Papa Francesco in Emilia Romagna, appello per la buona politica: 'non sia nè serva nè padrona'

Oggi, Papa Francesco in Emilia Romagna, appello per la buona politica: 'non sia nè serva nè padrona'

'Una politica amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali - esse infatti non sono un pozzo senza fondo ma un tesoro donatoci da Dio perché lo usiamo con rispetto e intelligenza. Una politica - ha proseguito - che sappia armonizzare le legittime aspirazioni dei singoli e dei gruppi tenendo il timone ben saldo sull'interesse dell'intera cittadinanza'


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Papa Francesco è a Cesena, per dare il via alla visita che, oltre alla città romagnola, toccherà anche Bologna. Il Pontefice è atterrato in elicottero all'ippodromo, accolto dal vescovo Douglas Regattieri e da due bambini che gli hanno regalato un mazzo di fiori. 

Tutta la città romagnola si è svegliata presto per accogliere il pontefice nelle sue due ore di permanenza in città per incontrare le autorità e la comunità religiosa. Fra imponenti misure di sicurezza, i fedeli di Cesena e delle città vicine hanno cominciato dalle 6 ad affollare gli spazi riservati alla visita. Tanti anche i volontari, delle varie associazioni e del movimento scout, impegnati fin da prima dell'alba per dare assistenza e informazioni.

Appello del Papa, da Cesena, per la 'buona politica', 'non quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi', 'che non sia né serva né padrona, ma amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali'.

'Questa piazza, come tutte le altre piazze

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d'Italia, - ha detto il Papa durante il suo incontro con la cittadinanza in Piazza del Popolo a Cesena - richiama la necessità, per la vita della comunità, della buona politica; non di quella asservita alle ambizioni individuali o alla prepotenza di fazioni o centri di interessi. Una politica che non sia né serva né padrona, ma amica e collaboratrice; non paurosa o avventata, ma responsabile e quindi coraggiosa e prudente nello stesso tempo; che faccia crescere il coinvolgimento delle persone, la loro progressiva inclusione e partecipazione; che non lasci ai margini alcune categorie, che non saccheggi e inquini le risorse naturali - esse infatti non sono un pozzo senza fondo ma un tesoro donatoci da Dio perché lo usiamo con rispetto e intelligenza. Una politica - ha proseguito - che sappia armonizzare le legittime aspirazioni dei singoli e dei gruppi tenendo il timone ben saldo sull'interesse dell'intera cittadinanza'. 'Questo è il volto autentico della politica e la sua ragion d'essere: un servizio inestimabile al bene all'intera collettività', per questo la dottrina sociale della Chiesa la considera 'una nobile forma di carità' e per questo il Papa invita 'i giovani e meno giovani a prepararsi adeguatamente e impegnarsi personalmente in questo campo, assumendo fin dall'inizio la prospettiva del bene comune e respingendo ogni anche minima forma di corruzione'.
'Da questa piazza - ha detto ancora papa Bergoglio, dopo aver parlato della corruzione come tarlo e del politico che a volte è martire - vi invito a considerare la nobiltà dell'agire politico in nome e a favore del popolo, che si riconosce in una storia e in valori condivisi e chiede tranquillità di vita e sviluppo ordinato. Vi invito ad esigere dai protagonisti della vita pubblica coerenza d'impegno, preparazione, rettitudine morale, capacità d'iniziativa, longanimità, pazienza e forza d'animo nell'affrontare le sfide di oggi, senza tuttavia pretendere un'impossibile perfezione. Le vicende umane e storiche e la complessità dei problemi non permettono di risolvere tutto e subito. Un sano realismo - ha aggiunto il Pontefice - sa che anche la migliore classe dirigente non può risolvere in un baleno tutte le questioni. Per rendersene conto basta provare ad agire di persona invece di limitarsi a osservare e criticare dal balcone l'operato degli altri. Si troverà in tal modo la forza di assumersi le responsabilità che ci competono, comprendendo al tempo stesso che, pur con l'aiuto di Dio e la collaborazione degli uomini, accadrà comunque di commettere degli sbagli'.
'Cari fratelli e sorelle, questa città, come tutta la Romagna, è stata tradizionalmente terra di accese passioni politiche. Vorrei dire a voi e a tutti: riscoprite anche per l'oggi il valore di questa dimensione essenziale della convivenza civile e date il vostro contributo, pronti a far prevalere il bene del tutto su quello di una parte; pronti a riconoscere che ogni idea va verificata e rimodellata nel confronto con la realtà; pronti a riconoscere che è fondamentale avviare iniziative suscitando ampie collaborazioni più che puntare all'occupazione dei posti. Siate esigenti con voi stessi e con gli altri, sapendo che l'impegno coscienzioso preceduto da un'idonea preparazione darà il suo frutto e farà crescere il bene e persino la felicità delle persone'. 'La politica è sembrata in questi anni a volte ritrarsi di fronte all'aggressività e alla pervasività di altre forme di potere, come quella finanziaria e quella mediatica. Occorre rilanciare i diritti della buona politica'.

 

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