Le donne con 35 anni di contributi potranno uscire a 60 anni con un assegno pensionistico calcolato interamente con il contributivo. Viene introdotta una finestra a 59 anni riservata a chi ha un figlio, e una a 58 anni per chi ne ha due.
L’anticipo pensionistico per le donne viene dunque prorogato per un altro anno, tuttavia cambiano i requisiti, infatti lo scorso anno lo strumento non era modulato sul numero dei figli e prevedeva una finestra a 58 anni per le dipendenti e una a 59 anni per le autonome. Potranno beneficiare di Opzione donna solo le lavoratrici che “assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità”. Quelle con una “invalidità civile, superiore o uguale al 74%” o “licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale”.
Opzione donna in manovra di bilancio: ecco come sarà
L’anticipo pensionistico per le donne viene prorogato per un altro anno, tuttavia cambiano i requisiti, tra cui il numero di figli
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