Secondo il sindacato, la flessibilità richiesta al personale non può essere considerata un obbligo gratuito: “La disponibilità va riconosciuta con risorse certe e immediate”, sottolinea OR.S.A., che contesta il fatto che la componente economica dell’accordo sia ancora legata a fondi esterni non garantiti. Una situazione che, a detta della sigla, sta alimentando tensioni e sfiducia tra gli operatori.
Trasferte diventate routine: “Non è più un’emergenza, è sotto-organico strutturale”
OR.S.A. punta poi il dito contro l’uso crescente delle trasferte di personale, sia all’interno dei bacini — in particolare verso i depositi di montagna — sia tra province diverse, come nel caso dei movimenti tra Modena e Reggio Emilia. Se gli spostamenti temporanei per far fronte a picchi di malattia o ferie sono considerati fisiologici, il sindacato denuncia che la pratica sia ormai diventata ordinaria, trasformandosi in un modo per compensare la carenza di organico.“Ogni territorio deve tendere all’autosufficienza”, ribadisce la Segreteria regionale, evidenziando come l’attuale sistema comporti costi elevati e un impatto significativo sulla qualità della vita dei lavoratori coinvolti.
La proposta: assunzioni mirate e risorse reinvestite nelle DISPO
La soluzione indicata da OR.S.A. è chiara: avviare assunzioni stabili nei territori e nei depositi dove le carenze sono più evidenti. Una scelta che, secondo il sindacato, permetterebbe di ridurre drasticamente le spese per trasferte e indennità, liberando risorse da destinare immediatamente alla parte economica dell’accordo DISPO.“Solo così si può dare un segnale concreto di valorizzazione salariale e rendere realmente operativa l’intesa”, afferma la Segreteria regionale.
Contratto Integrativo Unico: “Accelerare il confronto”
OR.S.A. sollecita infine SETA a imprimere un’accelerazione al percorso verso il Contratto Integrativo Unico, ritenuto indispensabile per armonizzare i trattamenti tra i tre bacini e garantire condizioni omogenee a tutto il personale.“Investire sulla stabilità e sulla certezza della retribuzione è l’unica strada per incentivare la permanenza dei lavoratori e superare le criticità che oggi affliggono il servizio”, conclude il sindacato.

