Articoli Politica

Orsini alla Von der Leyen: 'Figlia mia, ma tu sai cosa è la guerra?'

Orsini alla Von der Leyen: 'Figlia mia, ma tu sai cosa è la guerra?'

'E il governo Draghi si accinge a inviare armi pesanti per uccidere i russi in Ucraina senza fare niente per la pace'


1 minuto di lettura

'La perdita del senso del ridicolo è una delle cose più tragiche delle guerre condotte dai leader dell’Unione Europea. Ursula von der Leyen reagisce dopo lo stop del gas russo a Polonia e Bulgaria urlando queste parole contro Putin: “La Russia usa il gas come ricatto, è inaccettabile!”. Ma come pensi che si faccia una guerra? Ma, figlia mia, ti è mai stato spiegato che cosa sia una guerra?'
A parlare in questi termini è il professor Alessandro Orsini.



'Fammi capire: tu riempi l’Ucraina di armi con cui i soldati di Zelensky uccidono i soldati di Putin e poi ti indigni perché Putin ti chiede di pagargli il gas in rubli con il linguaggio tipico di chi è coinvolto in una rissa di condominio? Ti è chiaro ciò che Putin ha detto nelle ultime ore? Ecco che cosa ha appena detto: “Pronte armi mai viste contro chi ci minaccia”. ll presidente russo sta evocando l’uso del nucleare contro i Paesi Nato. Per non parlare di Mario Draghi, che dice: “Se la Russia chiede rubli per il gas viola i contratti”. Viola i contratti? Ho sentito bene? - continua Orsini -. È questa indignazione morale che mi spaventa in piena guerra. Del tipo: “Mi devi dare la ricevuta fiscale per il panino altrimenti chiamo la guardia di finanza”. Tutta questa indignazione morale all'europea... mentre il governo Draghi si accinge a inviare armi pesanti per uccidere i russi in Ucraina senza fare niente per la pace. Siamo nelle mani di un gruppo di pazzi'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.