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Ospedale Mirandola, i nodi al pettine: sul PAL botta-risposta Lega-PD

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Golinelli (Lega): 'Il PD dimostri la volontà di elevare l'ospedale cambiando il Pal che lo ha declassato'. Negro (PD): 'Ipotesi superata dal potenziamento'


Ospedale Mirandola, i nodi al pettine: sul PAL botta-risposta Lega-PD

E' il PAL, Piano attuativo locale della sanità modenese approvato nel 2011, che ha ridefinito, in ospedali di livello uno, ovvero di prossimità, le strutture di Mirandola, Pavullo, a tenere banco nel dibattito politico sul futuro dell'ospedale di Mirandola. Seguito al documento varato dalla Conferenza Territoriale socio sanitaria di elevare di livello l'ospedale di Mirandola, portandolo, insieme a quello di Carpi a struttura di primo livello, di fatto di area. 

Le forze di centro destra (che da un anno governano Mirandola), da sempre contrarie al declassamento dell'ospedale di Mirandola imposto dal PAL, di fronte all'ipotesi di un innalzamento di livello hanno evidenziato come tale proposta, ora portata avanti dalle forze di centro sinistra in maggioranza all'interno della Conferenza Territoriale socio sanitaria (composta dai sindaci delle aree dei distretti sanitari e presieduta dal sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli), sarebbe incompatibile con quanto previsto dallo stesso Pal del 2011 e con la Legge Regionale del 2015 che differenzia il livello degli ospedali tra quelli di prossimità (Mirandola) e di area (Carpi).  Da qui la richiesta della prova del nove alle forze di centro sinistra, da parte delle forze di centro destra, di provvedere ad una modifica del Pal

'La proposta della Lega di riscrivere il PAL è tardiva afferma il capogruppo “Liste Civiche – Pd” nell’Unione dei Comuni Area Nord Paolo Negro - e non è la partita che si sta giocando adesso: oggi bisogna che l’AUSL si concentri per attuare il previsto potenziamento, affinché l’ospedale di Mirandola sia rafforzato, come ribadito anche dall’ultimo documento approvato dalla Conferenza territoriale sanitaria.  Più che fischiare un tardivo ‘fermi tutti’ per riscrivere tutto da capo, adesso è il momento di rilanciare, raccogliendo l’opportunità rappresentata dall’ulteriore crescita del nostro Distretto Biomedicale e dalla domanda di un rapporto più stretto fra il Distretto e il Sistema sanitario regionale. Noi lo facciamo rilanciando la proposta emersa durante la Fiera ShoMED a Medolla, lo scorso week-end. Le forze economiche hanno sollecitato un maggior raccordo tra le nostre imprese del Biomedicale, il Tecnopolo ‘Mario Veronesi’ e l’Ospedale di Mirandola, con una proposta importante: creare un nuovo e moderno Centro Dialisi che qualifichi e specializzi l’Ospedale di Mirandola, come eccellenza e punto di riferimento regionale in questo campo. Una proposta - chiude Paolo Negro - che noi riteniamo fattibile, con la possibilità di coinvolgere le imprese e risorse private, valorizzando, a servizio dei cittadini e della nostra sanità pubblica, il ruolo mondiale del nostro Distretto'

Non si fa attendere la risposta del deputato e Capogruppo Lega in Consiglio Comunale a Mirandola Guglielmo Golinelli: 'Paolo Negro getta fumo negli occhi e dimostra di voler fare solo propaganda, in  quanto è stato proprio il PAL a declassare l’Ospedale di Mirandola a struttura di “Prossimità”, innalzando quello di Carpi a struttura di “Area” ed è sul PAL che scade quest’anno, che bisogna sancire -attraverso la sua revisione-  che il Santa Maria Bianca, ospedale di Mirandola, diventerà del medesimo livello operativo del Ramazzini. Infatti non può essere un Ordine del Giorno della Conferenza Territoriale Sanitaria a definire e dettagliare il potenziamento, le modifiche operative e strutturali necessarie per potere portare il Santa Maria Bianca di Mirandola al pari del Ramazzini di Carpi, dal momento che in quest’ultimo ci sono 10 sale operatorie, reparti autonomi  e terapie intensive, mentre a Mirandola ci sono solo due 2 sale operatorie, aree omogenee e nemmeno le terapie semi intensive.

Sulla Dialisi in raccordo tra Tecnopolo e Biomedicale a Mirandola apprezziamo il cambio d’idea del PD, infatti per la stesso progetto i democratici ci accusavano di voler privatizzare la sanità, mentre oggi è una proposta importante. Ricordiamo inoltre alla sinistra - conclude Golinelli - che furono proprio loro a rifiutare la proposta del Dott. Mario Veronesi di realizzare un centro dialisi nazionale all’interno del Santa Maria Bianca.




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