Articoli Politica

'Ospedali Carpi-Mirandola di pari livello? Senza dati e partecipazione ci prendono in giro'

'Ospedali Carpi-Mirandola di pari livello? Senza dati e partecipazione ci prendono in giro'

I comitati a difesa dell'ospedale, ora rappresentati anche dall'ex sindaco PD Luigi Costi, rilanciano sull'ipotesi dell'ospedale baricentrico e chiedono dati e garanzia di una reale parità di livello nell'ipotesi di due ospedali distinti. Ieri, in 4 punti, le richieste al tavolo Mezzetti, Braglia e dei sindaci


5 minuti di lettura

Non è più tempo di slogan, servono dati, quei dati fondamentali per effettuare scelte di programmazione. Per capire su quale presupposto è stata abbandonata l'idea (ancora scolpita nei documenti della CTSS modenese nel 2015 poi rinnegati nei fatti), di realizzare un ospedale baricentrico tra Carpi - Mirandola e dati per capire concretamente, al di là degli slogan, per garantire nel presente e nel futuro due ospedali (Carpi e Mirandola) allo stesso livello, e garantire che Mirandola non sparisca quando il nuovo grande ospedale di Carpi sarà pronto.
Dati che i comitati storici a difesa dell'ospedale 'Salviamo l'ospedale della bassa', e La nostra Mirandola ODV (che in quasi 20 anni, attraverso l'azione di Nicoletta Vecchi Arbizzi, ha garantito strumentazioni di avanguardia all'ospedale per 3,3 milioni di euro), oggi insieme all'associazione Giardino Pica, hanno chiesto ieri al presidente della CTSS Massimo Mezzetti, e al Presidente della provincia Fabio Braglia in un incontro che ha anticipato la riunione della Conferenza Territoriale Socio Sanitaria.

Istanze rappresentate e rllanciate oggi in conferenza stampa dai rispettivi referenti Ubaldo Chiarotti, Sergio Penitenti, e Nicoletta Vecchi Arbizzi, insieme a Giorgio Cavazza di 'Giardino Pica' Ong, ma con una novità: di fatto in veste di portavoce, i comitati uniti
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
erano rappresentati dall'ex sindaco PD di Mirandola Luigi Costi, per anni a fianco di quel Giancarlo Muzzarelli, ora presidente Commissione regionale Sanità, protagonista nelle scelte della sanità modenese già dagli anni '90 e che come presidente della CTSS modenese firmò, nel 2020 quel documento che sanciva per l'area nord, la compresenza di due ospedali di primo livello. Ma non solo, tra le new entry nei volti del fronte a difesa dell'ospedale di Mirandola, Giorgio Cavazza, in rappresentanza del Giardino Pico ONG, ma che ricordiamo anche come candidato sindaco del M5Stelle alle elezioni amministrative a Mirandola nel 2024. Ma in conferenza, il front man, oggi, era proprio lui: Luigi Costi. 'Abbiamo chiesto dati veri, trasparenza e partecipazione, finora le risposte non sono state soddisfacenti. I dati che dovrebbero supportare le scelte politiche intraprese o abbandonate non vengono forniti' - dice. 'Inoltre la programmazione che vede due ospedali dello stesso livello manca di un altro elemento sostanziale, quello del passaggio nelle sedi istituzionali, nei consigli comunali'.

I Comitati rilanciano apertamente l’ipotesi dell’ospedale baricentrico, ricordando che non furono i comitati a proporlo, ma gli stessi amministratori che oggi lo considerano impraticabile. 'Noi rimaniamo favorevoli ma la volontà politica evidentemente non c’è più.
Il punto è il fatto che non sono stati mai forniti dati e analisi che motivano la rinuncia ad un progetto di ospedale unico o che al contrario, ne dimostrerebbero la fattibilità. Ci è stato detto che costerebbe un miliardo ma senza nessuna base: Sappiamo cosa costano le infrastrutture e cosa costa un ospedale. Se quello nuovo di Carpi è stato prospettato per 300 posti, al quale andrebbero aggiunti quelli di Mirandola nel caso di un ospedale unico, non dovrebbe essere difficile una stima di quanto costerebbe una struttura baricentrica. Il fatto è che nessuno ha dimostrato che un ospedale unico costerebbe più di due. O qualcuno lo prova, oppure è evidente che due ospedali costano di più. Ma allora si abbia il coraggio di dirlo'.

Sta di fatto che, abbandonata dalla politica di governo regionale e provinciale l'ipotesi progettuale di un ospedale baricentrico, il presente e il futuro sono rappresentati da una programmazione sanitaria che pone gli ospedali di Mirandola e Carpi allo stesso livello, con quest'ultimo che nel giro dei prossimi quindici dovrebbe avere una nuova grande sede, ma tutt'altro che baricentrica, in questo spostata addirittura sul reggiano. 'Anche qui mancano ancora carne e dati.
Se ci si crede davvero a due ospedali di stesso livello allora servono fatti, non parole. Per ora risorse e progetti ci sono solo per Carpi'. Del resto a confermare che Mirandola rischia di essere di serie B o C anche rispetto al futuro Carpi, c'è per ora il documento programmatico. Trentotto pagine di cui 36 per investimenti, progetti e potenziamenti su Carpi e una paginetta e mezzo su Mirandola. Per buona parte occupata da più righe dove si parla di nuovi bagni e sale di attesa'.

E' chiaro che quando aprirà, se aprirà, l'ospedale di Carpi, per Mirandola sarà la fine. E la situazione attuale segna già forti squilibri, anche in termini di viabilità a danno di Mirandola' - afferma Penitenti. 'Abbiamo chiesto i dati anche sulla migrazione di utenti tra i due ospedali in dieci anni. Ci dicono che gli utenti in una logica di rete e di integrazione si sposteranno da Mirandola a Carpi e viceversa, noi abbiamo verificato che il flusso è soprattutto da Mirandola a Carpi, ma appunto servirebbero i dati che non ci sono e che abbiamo chiesto ufficialmente' - sottolinea Ubaldo Chiarotti. 'Ce li devono dare. Senza numeri veri si ragiona sulle sensazioni, non sulla realtà'.

I Comitati ribadiscono la richiesta: ''Se la Regione e i sindaci vogliono davvero due ospedali equivalenti, che non significa uguali ma di stesso livello, compreso ovviamente il Pronto Soccorso, devono dimostrarlo con investimenti, servizi, personale e dati che ad oggi non ci sono. Non accetteremo un ospedale di serie A, Carpi, e uno di serie C Mirandola. Se la scelta è la parità, allora sia una parità reale'.
Chiarotti porta anche numeri che, a suo dire, mostrano il progressivo indebolimento di Mirandola: i DRG, cioè i raggruppamenti omogenei di diagnosi, 'sono passati da 6.935 nel 2010 a 3.416 nel 2023. Non perché la Bassa sia diventata improvvisamente più sana, ma perché molte prestazioni sono state spostate altrove'.

La posizione dei comitati, conclude Costi, è di apertura ma con condizioni precise: 'Se torna in discussione l’ospedale baricentrico, noi ci siamo. Se la scelta resta quella dei due ospedali di pari livello, siamo pronti ad aiutare i sindaci. Ma devono essere davvero di pari livello e su questo ci vogliono dati che ci dicono, in prospettiva, quali servizi, quali specialità e cosa rimarrà a Mirandola e cosa sarà a Carpi. Ora, oltre a non avere queste informazioni, vengono fatte scelte solo in funzione e conseguenti a quelle fatte per Carpi. Mirandola è una variabile dipendente da Carpi, ovvero le scelte che vengono fatte per Mirandola sono le conseguenza di ciò che prioritariamente viene scelto per Carpi'. E avverte: 'Saremo inflessibili nel denunciare ogni scostamento dai diritti e dalla dignità dei cittadini della Bassa rispetto al resto della provincia'.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.