Dati che i comitati storici a difesa dell'ospedale 'Salviamo l'ospedale della bassa', e La nostra Mirandola ODV (che in quasi 20 anni, attraverso l'azione di Nicoletta Vecchi Arbizzi, ha garantito strumentazioni di avanguardia all'ospedale per 3,3 milioni di euro), oggi insieme all'associazione Giardino Pica, hanno chiesto ieri al presidente della CTSS Massimo Mezzetti, e al Presidente della provincia Fabio Braglia in un incontro che ha anticipato la riunione della Conferenza Territoriale Socio Sanitaria.
Istanze rappresentate e rllanciate oggi in conferenza stampa dai rispettivi referenti Ubaldo Chiarotti, Sergio Penitenti, e Nicoletta Vecchi Arbizzi, insieme a Giorgio Cavazza di 'Giardino Pica' Ong, ma con una novità: di fatto in veste di portavoce, i comitati uniti erano rappresentati dall'ex sindaco PD di Mirandola Luigi Costi, per anni a fianco di quel Giancarlo Muzzarelli, ora presidente Commissione regionale Sanità, protagonista nelle scelte della sanità modenese già dagli anni '90 e che come presidente della CTSS modenese firmò, nel 2020 quel documento che sanciva per l'area nord, la compresenza di due ospedali di primo livello. Ma non solo, tra le new entry nei volti del fronte a difesa dell'ospedale di Mirandola, Giorgio Cavazza, in rappresentanza del Giardino Pico ONG, ma che ricordiamo anche come candidato sindaco del M5Stelle alle elezioni amministrative a Mirandola nel 2024. Ma in conferenza, il front man, oggi, era proprio lui: Luigi Costi. 'Abbiamo chiesto dati veri, trasparenza e partecipazione, finora le risposte non sono state soddisfacenti. I dati che dovrebbero supportare le scelte politiche intraprese o abbandonate non vengono forniti' - dice. 'Inoltre la programmazione che vede due ospedali dello stesso livello manca di un altro elemento sostanziale, quello del passaggio nelle sedi istituzionali, nei consigli comunali'.
I Comitati rilanciano apertamente l’ipotesi dell’ospedale baricentrico, ricordando che non furono i comitati a proporlo, ma gli stessi amministratori che oggi lo considerano impraticabile. 'Noi rimaniamo favorevoli ma la volontà politica evidentemente non c’è più.
Sta di fatto che, abbandonata dalla politica di governo regionale e provinciale l'ipotesi progettuale di un ospedale baricentrico, il presente e il futuro sono rappresentati da una programmazione sanitaria che pone gli ospedali di Mirandola e Carpi allo stesso livello, con quest'ultimo che nel giro dei prossimi quindici dovrebbe avere una nuova grande sede, ma tutt'altro che baricentrica, in questo spostata addirittura sul reggiano. 'Anche qui mancano ancora carne e dati.
E' chiaro che quando aprirà, se aprirà, l'ospedale di Carpi, per Mirandola sarà la fine. E la situazione attuale segna già forti squilibri, anche in termini di viabilità a danno di Mirandola' - afferma Penitenti. 'Abbiamo chiesto i dati anche sulla migrazione di utenti tra i due ospedali in dieci anni. Ci dicono che gli utenti in una logica di rete e di integrazione si sposteranno da Mirandola a Carpi e viceversa, noi abbiamo verificato che il flusso è soprattutto da Mirandola a Carpi, ma appunto servirebbero i dati che non ci sono e che abbiamo chiesto ufficialmente' - sottolinea Ubaldo Chiarotti. 'Ce li devono dare. Senza numeri veri si ragiona sulle sensazioni, non sulla realtà'.
I Comitati ribadiscono la richiesta: ''Se la Regione e i sindaci vogliono davvero due ospedali equivalenti, che non significa uguali ma di stesso livello, compreso ovviamente il Pronto Soccorso, devono dimostrarlo con investimenti, servizi, personale e dati che ad oggi non ci sono. Non accetteremo un ospedale di serie A, Carpi, e uno di serie C Mirandola. Se la scelta è la parità, allora sia una parità reale'.
Chiarotti porta anche numeri che, a suo dire, mostrano il progressivo indebolimento di Mirandola: i DRG, cioè i raggruppamenti omogenei di diagnosi, 'sono passati da 6.935 nel 2010 a 3.416 nel 2023. Non perché la Bassa sia diventata improvvisamente più sana, ma perché molte prestazioni sono state spostate altrove'.
La posizione dei comitati, conclude Costi, è di apertura ma con condizioni precise: 'Se torna in discussione l’ospedale baricentrico, noi ci siamo. Se la scelta resta quella dei due ospedali di pari livello, siamo pronti ad aiutare i sindaci. Ma devono essere davvero di pari livello e su questo ci vogliono dati che ci dicono, in prospettiva, quali servizi, quali specialità e cosa rimarrà a Mirandola e cosa sarà a Carpi. Ora, oltre a non avere queste informazioni, vengono fatte scelte solo in funzione e conseguenti a quelle fatte per Carpi. Mirandola è una variabile dipendente da Carpi, ovvero le scelte che vengono fatte per Mirandola sono le conseguenza di ciò che prioritariamente viene scelto per Carpi'. E avverte: 'Saremo inflessibili nel denunciare ogni scostamento dai diritti e dalla dignità dei cittadini della Bassa rispetto al resto della provincia'.
Gi.Ga.



