Parole che si aggiungono alle critiche del governatore leghista Zaia e della deputata leghista modenese Fiorini. 'Rispetto per la montagna, per gli imprenditori, i lavoratori della filiera e per tutto l'indotto del turismo della neve devastati dalla pandemia prima e dal 'metodo Conte' poi. Così non va - afferma la Fiorini - Da mesi ribadiamo che ripartire in sicurezza si può e dunque si deve. Richiudere ora, a distanza di poche ore dalla tanto sperata ripartenza, dopo aver sostenuto investimenti e stretto i denti fino all'inverosimile, significa non solo stagione finita ma anche chiusura definitiva delle attività'.
E così al primo scivolone il 'governo di tutti', diventa il 'governo di nessuno', quello nel quale nessun partito, pur facendone parte, si riconosce. Perchè, ricordiamo, nel nuovo Esecutivo siedono ben tre ministri Lega (Garavaglia, Giorgetti e Stefani) e ben quattro ministri Pd (Orlando, Guerini, Franceschini e il ferrarese Patrizio Bianchi). Tutti colleghi e compagni di squadra di quel ministro Speranza che ha fermato la riapertura delle piste da sci.
E, ovviamente, non basta il timido distinguo di Giorgetti e Garavaglia secondo cui 'la montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione' e auspicano che 'gli indennizzi per la montagna devono avere la priorità assoluta, quando si reca un danno, il danno va indennizzato; già subito nel prossimo decreto'.
g.leo.



