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Patto regionale per il clima bocciato da 71 associazioni ambientaliste

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Presentato oggi, ha ricevuto l'adesione di 55 tra comuni, organizzazioni sindacali ed imprenditoriali. Per le associazioni 'non è all'altezza della sfida'


Patto regionale per il clima bocciato da 71 associazioni ambientaliste

Nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima. Dai sindacati alle imprese, dai territori alle professioni, dalla scuola alle università al Terzo settore: l'Emilia-Romagna firma l'intesa per rilancio e sviluppo fondati sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il presidente Bonaccini: 'Il futuro lo costruiamo insieme, un segnale anche per il Paese'

Cinquantacinque sigle ed enti (comuni sindacati ed associazioni imprenditoriali), sottoscrivono con la Regione il Patto per il lavoro e per il clima presentato questa mattina dal Presidente Stefano Bonaccini, mentre sono 71 le associazioni per l'emergenza climatica e ambientale dell'Emilia Romagna che lo stesso piano, lo bocciano.

Ma cosa prevede il nuovo Patto? Completa decarbonizzazione entro il 2050 e 100% di energie rinnovabili al 2035, il 3% del Pil regionale in ricerca e Neet sotto il 10%. Investimenti pubblici e privati per quasi 30 miliardi di euro nella legislatura. Scelte condivise e monitoraggio semestrale sui risultati raggiunti. E quattro obiettivi strategici: Emilia-Romagna regione della conoscenza e dei saperi; della transizione ecologica; dei diritti e dei doveri; del lavoro, delle imprese e de lle opportunità. Attraverso trasformazione digitale, Patto per la semplificazione, promozione della legalità, partecipazione

Il Patto per il Lavoro e per il Clima è stato formato con 55 firmatari (alla fine dell'articolo l'elenco completo): enti locali, sindacati, imprese (industria, artigianato, commercio, cooperazione), i quattro atenei regionali (Bologna, Modena e Reggio Emilia, Ferrara, Parma), l’Ufficio scolastico regionale, associazioni ambientaliste (Legambiente, Rete Comuni Rifiuti Zero), Terzo settore e volontariato, professioni, Camere di commercio e banche (Abi).

'Il Patto si fonda sulla qualità delle relazioni tra istituzioni, rappresentanze economiche e sociali' - ha affermato il Presidente Bonaccini. 'Gli obiettivi delineati nel documento saranno oggetto di ulteriori e successivi accordi per definire più nel dettaglio, con lo stesso metodo di confronto e condivisione, come programmare le risorse europee, statali e regionali, ordinarie e straordinarie, che l’Emilia-Romagna avrà a disposizione per un rilancio degli investimenti pubblici e privati, in un momento che rappresenta anche una grande occasione storica. L’Europa ha infatti battuto un colpo decisivo con il Next Generation EU, che destina all’Italia 209 miliardi di euro per il proprio Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che per i sottoscrittori del Patto dovrà vedere protagoniste le Regioni e le autonomie locali.

Impossibile immaginare la realizzazione di un piano di ricostruzione del Paese senza il loro pieno coinvolgimento. Sulla base delle azioni indicate nel nuovo Patto, l’Emilia-Romagna è pronta a presentare al Governo proposte e progetti da finanziare con i fondi del Next Generation EU. Ci sono poi i Fondi europei della nuova programmazione 2021-2027 destinati a crescere per la nostra Regione (nel settennio precedente 2,5 miliardi di fondi strutturali e 660 milioni di euro di FSC, di cui 55 milioni gestiti dalla Regione) e quelli che il territorio saprà aggiudicarsi candidandosi ai diversi programmi europei (per il solo Horizon 2020 il contributo di cui ha beneficiato il territorio regionale è stato pari a oltre 280 milioni di euro), unitamente alle risorse regionali e statali.

Il Patto per il Lavoro e per il Clima indica come proprio orizzonte il 2030, assumendo una visione di medio e lungo periodo, indispensabile per affrontare la complessità dei temi aperti, allineando il percorso dell’Emilia-Romagna agli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 dell’Onu, dall’Accordo di Parigi e dall’Unione europea per la riduzione delle emissioni climalteranti di almeno il 55% entro il 2030.

Obiettivi

Il Patto per il Lavoro e per il Clima prevede quattro obiettivi strategici da raggiungere: Emilia-Romagna regione della conoscenza e dei saperi; regione della transizione ecologica; regione dei diritti e dei doveri; del lavoro, delle imprese e delle opportunità. E individua quattro processi trasversali:trasformazione digitale; Patto per la semplificazione; promozione della legalità; partecipazione.

Obiettivi strategici e processi trasversali saranno perseguiti a partire da alcune scelte di fondo: dare priorità alle persone, in particolare ai giovani e alle donne; intraprendere una transizione ecologica giusta, che crei nuove imprese e nuovo lavoro, aggiornando le professionalità di chi lavora per tutelarne e salvaguardarne l’occupazione; rimettere al centro il valore dell’impresa, dalle piccole alle più grandi, e del pluralismo imprenditoriale e diffuso, a partire dalla cooperazione e dal lavoro sociale; orientare la rivoluzione digitale verso un nuovo umanesimo perché l’evoluzione della tecnologia sia un diritto di tutte e tutti; assegnare una nuova centralità al welfare come strumento di equità sociale; attribuire un nuovo protagonismo alle città, e con esse agli atenei, per un progetto di sviluppo che abbia un ancoraggio più forte nei territori.

Dagli obiettivi strategici e dai processi trasversali derivano impegni concreti che andranno realizzati. Eccone alcuni, per l’Emilia-Romagna, fra quelli indicati nel Patto.

Percorso per la decarbonizzazione prima del 2050, passaggio al 100% di energie rinnovabili entro il 2035 e accelerazione del superamento delle plastiche monouso. Sostegno a una nuova mobilità sostenibile e intermodale rafforzando le reti del trasporto pubblico, 1000 km di nuove piste ciclabili, traffico motorizzato privato ridotto di almeno il 20% entro il 2025, mobilità privata verso “emissioni zero” anche attraverso l’istallazione di 2.500 punti di ricarica elettrica entro il 2025. Nuova legge regionale per il Clima. Riforestazione per 4,5 milioni di nuovi alberi. Riduzione del valore dei rifiuti non riciclati almeno a 110 kg pro-capite, con ancora più raccolta differenziata (80% al 2025). Filiera corta, agricoltura biologica e produzione integrata per oltre il 45% della superficie agricola utilizzata (Sau) entro il 2030.

E ancora: il 3% del Pil regionale investito in ricerca; la quota dei Neet (i giovani che non lavorano e non studiano) sotto la soglia del 10%; attrarre studenti e incentivarli a restare, anche col rientro di talenti.

Centralità della sanità pubblica, che si è dimostrata fondamentale nella lotta al virus, puntando ancor più sulla medicina del territorio e la telemedicina, sistema di welfare integrato di prossimità, sempre più inclusivo e partecipato (innovazione sociale, nuova occupazione, sinergie col Terzo settore, lavoro sociale qualificato).

Rete dei servizi educativi e delle scuole per l'infanzia (0-6) più forte, con l’accesso garantito a tutte le bambine e i bambini, abbattendo progressivamente liste d’attesa e costo a carico delle famiglie.

Piano pluriennale di prevenzione del dissesto idrogeologico e di difesa della Costa.

Rafforzamento della Rete Alta Tecnologia e dell’Emilia-Romagna Data Valley bene pubblico. Dotare il territorio regionale di infrastrutture per la mobilità e la connettività.

Difesa dei posti di lavoro, nuova politica fiscale – improntata alla progressività, alla giustizia sociale e al recupero dell’elusione e dell’evasione – e costante valorizzazione della contrattazione collettiva tra le parti sociali.

Emilia-Romagna come capitale dell’industria culturale e creativa, arti che si rinnovano grazie alle tecnologie, che si aprono a un nuovo pubblico, che rigenerano il patrimonio storico e le periferie e che attraggono giovani, sfidando le grandi realtà europee.

L’opportunità di accedere a risorse straordinarie e la necessità di investirle in tempi rapidi per rimettere in moto l’economia e la società richiedono un cambio di passo nel rapporto tra Pubblica amministrazione, cittadini e imprese. Politiche e investimenti saranno supportati da un processo di semplificazione per ridurre la burocrazia e innovare la Pubblica amministrazione stessa. Non una deregolamentazione, ma un innalzamento del livello della legalità, dei diritti e della giustizia sociale, anche a fronte dei rischi crescenti di infiltrazioni criminali e mafiose.


Bocciano il Patto per il clima 71 associazioni

'll Patto per il lavoro e il clima proposto dalla Regione Emilia-Romagna non è all’altezza della svolta necessaria per affrontare il tema urgentissimo della conversione ecologica e del contrasto al cambiamento climatico, dell’uscita dai combustibili fossili, dell’uso sostenibile delle risorse e della preservazione e valorizzazione ambientale come vettori fondamentali per disegnare un nuovo modello produttivo e sociale'. Queste le valutazioni della rete RECAER che hanno spinto la maggioranza dell’assemblea delle 71 associazioni della rete a votare per la non-firma del Patto. Spiegando le motivazioni del NO.

'Negli scorsi mesi la Rete ha fatto pervenire agli uffici regionali oltre 700 pagine di proposte con specifici obiettivi temporali e risultati attesi. Nonostante qualche sparuto accoglimento la versione finale non ha raccolto la maggior parte delle istanze che avrebbero reso il Patto un documento vincolante e veramente operativo: non sono indicati obiettivi intermedi, né specificati investimenti e risorse finalizzate al raggiungimento del 100% di energie rinnovabili al 2035, uno degli obiettivi più importanti. Senza questi indicatori non è possibile monitorare i risultati del Patto stesso, il che lo rende uno strumento potenzialmente inerte.

Un documento di buone intenzioni che che non mette in discussione le enormi contraddizioni con cui la Giunta avalla, parallelamente, l’operato di ENI di un grande impianto di cattura e stoccaggio della CO2 a Ravenna, (intervento bastevole da solo a invalidare qualsiasi strategia carbon-free). Nulla è detto sull’incremento del trasporto pubblico ferroviario, sulla riqualificazione edilizia, sulla completa elettrificazione dei sistemi energetici, non ci sono indicazioni strategiche sull’idrogeno e i suoi sistemi di produzione e sul superamento della produzione di energia da biomasse.

È irrealistico pensare di raggiungere l’obiettivo della transizione ad emissioni zero della Regione Emilia Romagna entro il 2050 senza la ripubblicizzazione del servizio idrico e della gestione dei rifiuti, senza impegni concreti riguardo la riduzione delle biomasse e un cronoprogramma che porti alla chiusura di inceneritori e discariche; senza interventi incisivi sui temi dell’agricoltura e della zootecnia; senza invertire la marcia di una mobilità fatta di grandi opere infrastrutturali: Passante di Bologna e bretella di Campogalliano sono esempi attualissimi di una pesante contraddizione con l’obiettivo di consumo di suolo zero.

Una Regione Emilia Romagna che propone l’autonomia differenziata o si candida ad ospitare le Olimpiadi non può portare avanti un’azione credibile verso i suoi cittadini che attendono azioni concrete a partire da subito e non l’ennesima operazione di marketing politico senza un corredo solido e coerente di attuazioni.

Se vogliamo salvare il nostro territorio dal cambiamento climatico che ogni giorno di più si manifesta nella sua violenza distruttiva, occorre ricominciare da un confronto reale su tutte le tematiche inerenti, con realtà capaci di rappresentare gli interessi dei cittadini in maniera disinteressata ma competente. Per questo RECA si mantiene disponibile a proseguire in un confronto con le realtà istituzionali e sociali, augurandosi che le forme di questo confronto si rivelino, finalmente, realmente partecipative attraverso la presenza a tavoli di lavoro permanenti'


GLI ADERENTI AL PATTO PER IL LAVORO E PER IL CLIMA


1. Regione Emilia-Romagna
2. Comune di Bologna
3. Comune di Cesena
4. Comune di Ferrara
5. Comune di Forlì
6. Comune di Modena
7. Comune di Parma
8. Comune di Piacenza
9. Comune di Ravenna
10. Comune di Reggio Emilia
11. Comune di Rimini
12. Città Metropolitana di Bologna
13. Provincia di Ferrara
14. Provincia di Forlì-Cesena
15. Provincia di Modena
16. Provincia di Parma
17. Provincia di Piacenza
18. Provincia di Ravenna
19. Provincia di Reggio Emilia
20. Provincia di Rimini
21. U ANCI Emilia-Romagna
22. UPI Emilia-Romagna
23. UNCEM Emilia-Romagna
24. Università di Bologna
25. Università di Ferrara
26. Università di Modena e Reggio
27. Università di Parma
28. Forum Terzo Settore Emilia-Romagna
29. Legambiente
30. Rete Comuni Rifiuti Zero
31. Ufficio Scolastico regionale dell’Emilia-Romagna
32. CGIL Emilia-Romagna
33. CISL Emilia-Romagna
34. UIL Emilia-Romagna
35. UGL Emilia-Romagna
36. CNA Emilia-Romagna
37. Confartigianato Emilia-Romagna
38. Confcommercio Emilia-Romagna
39. Confesercenti Emilia-Romagna
40. Confindustria Emilia-Romagna
41. ANCE Emilia-Romagna
42. AGCI Emilia-Romagna
43. Confcooperative Emilia-Romagna
44. Legacoop Emilia-Romagna
45. Confapindustria Emilia-Romagna
46. Confapi Emilia
47. Confimi Romagna
48. CIA Emilia-Romagna
49. Coldiretti Emilia-Romagna
50. Confagricoltura Emilia-Romagna
51. COPAGRI Emilia-Romagna
52. CUPER - Comitato unitario delle professioni intellettuali degli ordini e dei collegi
professionali dell'Emilia-Romagna
53. Confprofessioni
54. Confservizi Emilia-Romagna
55. Unioncamere Emilia-Romagna
56. ABI Emilia-Romagna



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