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Pd, anche Baruffi contro la Pini: 'No rottamazione un tanto al chilo'

Pd, anche Baruffi contro la Pini: 'No rottamazione un tanto al chilo'

'Se fatta ora la critica assume un sapore più ritorsivo e distruttivo che non costruttivo'


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'Correggiamo tutto quel che c'è da correggere, anche in Emilia, ma smettiamola con la rottamazione un tanto al chilo'. Anche Davide Baruffi, ex parlamentare modenese Pd non ricandidato (ora si parla di lui come possibile sostituto di Andrea Rossi in giunta regionale), prende le distanze dalla scelta di Giuditta Pini, che dimettendosi da vicesegretaria del Pd emiliano-romagnolo ha aperto la resa dei conti in regione dopo la batosta elettorale del 4 marzo. Baruffi, esponente della sinistra Pd, difende a spada tratta il gruppo dirigente dem, a partire dal presidente regionale Stefano Bonaccini e dal segretario regionale Paolo Calvano. 'Abbiamo perso le elezioni politiche, cinque milioni di voti, siamo spariti dal Mezzogiorno e il tema diventa il Pd dell'Emilia? È una lettura scentrata', scrive in un lungo post Baruffi, che accoglie con 'rammarico' le dimissioni di Pini.
'Ci sarà molto da riflettere e da correggere a tutti i livelli, perchè il Pd e il centrosinistra andranno ricostruiti dalle fondamenta dopo una Caporetto del genere. Nessuno puo' chiamarsene fuori. Ma per farlo, oltre a un po' di umilta', occorrera' anche capacita' di discernimento, a meno che non si pensi che sia tutto da buttare'. L'Emilia-Romagna, ammette ancora Baruffi, non e' 'un'isola felice'.
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'Il problema dell'astensione alle regionali del 2014 non lo abbiamo ignorato (come purtroppo e' invece avvenuto dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre 2016): lo abbiamo preso di petto e ci siamo messi all'opera su tutto, a partire dalla sobrieta' della politica. Nulla è scontato e le stesse insicurezze che ci hanno travolto nel voto nazionale sono una sfida aperta anche qui'.

 Poi, scrive ancora Baruffi, 'se stiamo facendo bene o male lo diranno tra un anno e mezzo i cittadini, non noi, ma non abbiamo messo la testa sotto la sabbia. E mi pare francamente ingiusto non vedere questo lavoro quotidiano da parte dei nostri amministratori comunali e regionali'. Il compito dei parlamentari, sottolinea poi, 'non e' dare le pagelle ma collaborare, ascoltando il territorio e provando a costruire risposte anche a Roma: non trovo casuale che poi i nostri territori abbiano caldeggiato di piu' la ricandidatura di quanti hanno operato cosi'. Il Pd nazionale ha scelto diversamente. Fare oggi carico a questo territorio di non aver voluto ascoltare e capire e' abbastanza paradossale'.
E se 'invece- conclude il democratico- c'erano e ci sono problemi sul governo locale avrei voluto sentirlo prima, da chi ha ricoperto ruoli apicali nel Pd regionale e nazionale in questi anni.
Così come avrei voluto sentire alzarsi queste autorevoli voci quando si decidevano le candidature sopra la testa di Modena. Se la critica arriva ora assume invece un sapore diverso, piu' ritorsivo e distruttivo che non costruttivo'.
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