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PD e 5Stelle confermano il decreto Salvini, a Modena caos accoglienza

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Bando prefettura deserto per la quarta volta, i gestori non si presentano ma continuano con il servizio in deroga, con costi quasi doppi. Ora nuovo bando da 10 mln


PD e 5Stelle confermano il decreto Salvini, a Modena caos accoglienza
Pochi giorni fa la conferma. Per la quarta volta, in più di un anno e mezzo, i bandi della Prefettura di Modena per la gestione dei migranti richiedenti asilo sul territorio provinciale (scesi dai circa 1800 del 2017 ai 1280 odierni), e proposti alle condizioni del Decreto sicurezza-immigrazione dell'ex Ministro Salvini in vigore da novembre 2018, (che ha ridotto, sulla carta, i 32,5 euro al giorno per ogni migrante da destinare alle cooperative e alle onlus gestori del servizio, ai circa 20 euro al giorno),  sono andati deserti. In dichiarato contrasto alle condizioni imposte dal decreto Salvini e confermate dal governo PD-M5S

Ed è così che per la quarta volta, per continuare a garantire il servizio di accoglienza, la Prefettura di Modena ha proceduto ad affidare in deroga la gestione del servizio per altri 5 mesi, fino al 20 maggio, al prezzo di 28,4 euro giornalieri, e per un totale dispesa calcolato in 9,2 milioni di euro, agli stessi operatori che lo stavano già gestendo: Caleidos, Cooperativa Papa Giovanni XXIII, Cooperativa sociale Codeal, l'Angolo e Consorzio cooperativo Gruppo Ceis. Gli stessi che non si erano presentati ai tre bandi pubblicati precedentemente dal dicembre 2018 (che tenevano conto dei tagli alla spesa giornaliera prevista dal decreto Salvini), e in dichiarato contrasto alle condizioni del decreto, giudicate da loro meno convenienti, per non dire inaccettabili. Salvo poi, appunto, continuare a gestire il servizio, affidato loro in deroga dalla Prefettura, a condizioni a loro più convenienti, bypassando quelle del decreto.

Forse giocando ormai sul fatto che la Prefettura stessa, di fronte ad un bando deserto e all'obbligo di continuare a garantire l'accoglienza, non poteva e non può fare altro che prorogare loro ulteriormente il servizio. Ma non sulla base delle condizioni di spesa imposte dal contestato decreto, bensì da quelli imposte, di fatto, da loro, dagli stessi operatori. Dal mercato. Creando una sorta di fronte comune capace, col tempo, e con la forza di potere continuare a mandare deserti i bandi, di sei mesi in sei mesi, di dettare poi le condizioni economiche per continuare a gestire il servizio costruendo ed applicando il prezzo più conveniente. Per loro e non certo per le casse pubbliche. Una soluzione che anziché straordinaria ed eccezionale è diventata con il suo ripetersi ordinaria e regola. E che continua. Perché a fronte dell'ennesimo bando andato deserto per la gestione del servizio dal 1° giugno, la Prefettura ha ora approvato l'ulteriore proroga del servizio agli stessi operatori al prezzo giornaliero fissato in 28,2 euro, per 9,1 milioni di euro, dal primo giugno 2020 fino al 30 novembre 2020. Portando esattamente a due gli anni in cui il decreto Salvini, pur confermato politicamente, è stato di fatto disapplicato rispetto ai costi previsti.

Un meccanismo che, nella sola provincia di Modena, ha avuto come conseguenza quello di rinnovare la gestione del servizio disapplicando nel merito (ovvero non con i costi previsti), il decreto che lo regola, aumentando così la spesa pubblica di milioni di euro rispetto a quella che si sarebbe avuta se il decreto fosse stato regolarmente accettato ed applicato nei suoi termini. Insomma a fare il costo dell'accoglienza applicato non è più lo Stato e la legge ma gli stessi operatori. E così è stato sia con il governo 5stelle-Lega ed il Conte uno, sia con il Conte bis basato sull'asse dei 5stelle con il PD. Un decreto che lo voglia o no il PD ha mantenuto in auge e portato avanti. 

Fatto sta che ad un anno e mezzo dall'entrata in vigore del decreto Salvini sull'immigrazione, con la riduzione dei costi dell'accoglienza, ci si trova in una paradossale condizione sia politica che amministrativa: Il decreto è stato da un lato confermato dal governo PD-M5Stelle che a quel decreto, e a Salvini, hanno da subito dichiarato guerra; dall'altro da una sua non applicazione sul fronte tecnico, amministrativo. Che continua nell'ultima proproga di alcuni giorni fa, generata dal fatto che la Prefettura ha dovuto nuovamente prendere atto del deserto del bando e ha deciso di fare continuare gli stessi gli stessi operatori (prevedendo una spesa diaria da 28,2 euro e di pubblicare un nuovo bando per la gestione dello stesso cifra, dettata dal decreto Salvini, ancora in vigore, ovvero a 18 euro. Valido dal da settembre 2020 e per due anni. Ma con la prospettiva, visti i precedenti, di trovarsi tra pochissimo, alla scadenza del bando, al punto di partenza.

Unica e doverosa nota nei confronti di Porta Aperta,  l'unica ad avere accettato le condizioni del capitolato di spesa intorno ai 20 euro, contenuto nel secondo bando, del marzo 2019, presentando una offerta, accettata, per l'accoglienza di 68 migranti, numero insufficiente per garantire la copertura degli allora 1500 posti richiesti, coperti poi solo grazie alla deroga della Prefettura affidata al resto dei gestori a 28,9 euro. Che ha creato un condizione di svantaggio per Porta Aperta, che si è trovata così a gestire il servizio ad un prezzo concordato e previsto dal decreto di gran lunga inferiore rispetto a quello degli altri operatori. Penalizzata di fatto per avere risposto al bando.

Un passo indietro

La prima deroga, e la prima non applicazione delle condizioni del decreto, scattò a dicembre del 2018. A quel tempo la motivazione che le modifiche alle condizioni di spesa (che portavano la diaria dai 32,5 ai 20 euro di media, a seconda che si trattasse della gestione di piccole o grandi strutture), erano troppo recenti, oltre che troppo pesanti, per potere cambiare le cose. E così fu che i gestori dell'accoglienza anziché a 20 euro al giorno per migrante continuarono a gestire il servizio, per i successivi 6 mesi, al prezzo precedente, pieno, ovvero 32,5 euro. Da lì la situazione anziché risolversi si è fossilizzata. I 7 gestori dell'accoglienza dei migranti in provincia di Modena, di cui due capaci di accogliere l'80 per cento dei migranti, dichiararono di non accettare i tagli alla spesa imposti dal decreto Salvini e decisero di lasciare ripetutamente deserti i bandi. Salvo poi rendersi disponibili a continare a gestire il servizio a prezzi più alti. Vista la necessità della Prefettura di dare continuità al servizio.

Il 28 giugno ed il 29 novembre, a seguito di due bandi andati deserti, con l'eccezione di Porta Aperta che ha accettato di garantire il servizio alle condizioni del decreto (e oggi penalizzata rispetto alle altre realtà che continuano a gestire lo stesso servizio ai prezzi del decreto, e quindi maggiori), la Prefettura concesse due nuove deroghe e fissò la diaria per ogni migrante, in accordo con gli stessi gestori, a 28,9 euro. Quasi dieci euro in più al giorno per persona che, spalmati su un anno, fanno 5,2 milioni di euro. Fino ad arrivare ad oggi, in cui a fronte di nuovi bandi deserti, la Prefettura ha da un lato concesso un altra deroga e dall'altro ha lanciato una nuova gara da 10,8 milioni di euro per la gestione biennale del servizio di accoglienza in provincia di Modena. Questa volta non più diviso in tre tipologie, relative alle diverse strutture di accoglienza, ma solo per l'accoglienza dei migranti in strutture singole o al massimo da 50 persone, per mantenere - spiega la Prefettura - il modello di accoglienza diffuso in piccole strutture e su tutto il territorio seguito in questi anni nella provincia di Modena.

E qui un altra modifica. Il prezzo previsto, fissato inizialmente dal capitolato del decreto a 18 euro al giorno per persona, è stato giudicato dalla stessa prefettura, troppo basso per essere accettato dagli operatori e per questo portato dalla Prefettura, in accordo con i gestori, a 19,6 euro al giorno per persona. Il tutto per 10,8 milioni di euro per il periodo 1 settembre 2020 - 31 agosto 2022 per 1280 stranieri richiedenti protezione internazionale. Eventualmente rinnovata, anche senza gare. A questi vanno aggiunti 150,00 euro più IVA di legge per il kit di primo, ingresso e la diaria da 2,5 euro. 

Gi.Ga.

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