Sono i principali contenuti della delibera con la quale il Consiglio comunale giovedì 26 gennaio ha approvato il cosiddetto diniego, nei termini previsti dalla stessa Legge di bilancio, sottolineando, come ha fatto l’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza l’esigenza di garantire equità tra i cittadini sugli aspetti fiscali e tributari, rispettando comunque gli equilibri di bilancio.
La delibera di diniego è stata approvata dalla maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Europa Verde-Verdi, Modena civica) e dal Movimento 5 Stelle con il voto contrario di Lega Modena e Forza Italia; astenuti Fratelli d’Italia, Modena sociale, Alternativa popolare, Gruppo indipendente per Modena.
L'ammontare dei carichi a ruolo e degli stralci
I carichi iscritti a ruolo di importo inferiore a mille euro per il periodo 2000-2015 per il Comune di Modena ammontano a quasi 25 milioni di euro e la stima per gli eventuali stralci sulla base del comma 227 si assesta attorno ai quattro milioni e 400 mila euro, anche se l’impatto sul bilancio del Comune sarebbe ridotto visto che tuttora sono iscritti nella contabilità generale meno di 20 mila euro. L’assessore Cavazza, inoltre, ha sottolineato che lo stralcio parziale previsto dal comma 227, intervenendo solo su una parte del carico, non consentirebbe l’annullamento delle cartelle di pagamento, con la conseguente necessità di mantenere l’iscrizione contabile del credito, seppure in forma ridotta.
La definizione agevolata dei carichi prevista dal comma 231, invece, riconosce al debitore gli stessi benefici dello stralcio parziale, ma richiedendo il pagamento della quota capitale, oltre che delle spese di notifica e delle eventuali spese sostenute per le procedure esecutive, ha come conseguenza l’annullamento della cartella, a fronte del pagamento del residuo importo dovuto: è possibile rateizzarlo (fino a un massimo di 18 rate), con due rate da corrispondere nel 2023 e quattro ogni anno dal 2024.
“Con questa modalità, quindi, per il Comune – ha precisato Cavazza – si realizza sia l’incasso della quota capitale sia la possibilità di stralciare contabilmente le cartelle.
La Legge di bilancio prevede che la delibera sul diniego debba essere approvata e comunicata all’agente della riscossione entro la fine di gennaio e che la notizia venga pubblicata sul sito internet istituzionale.
Il dibattito e le posizioni delle forze politiche
Aprendo il dibattito per il Movimento 5 stelle, Giovanni Silingardi ha affermato che il diniego rappresenta “non solo un dovere etico ma anche un elemento alla base dei principi di comune convivenza della comunità e di sviluppo della democrazia”. La rottamazione delle cartelle esattoriali (“l’ennesima, tanto che qualcuno si potrebbe sentire poco sollecitato a pagare”, ha aggiunto) secondo il consigliere dovrebbe essere bilanciata dallo Stato “con una compensazione economica a favore dei Comuni, che attraverso questa misura perderebbero potenziali risorse”.
Annunciando il voto contrario di Lega Modena, Stefano Prampolini si è detto “sorpreso che quei crediti non riscossi, vecchi di anni, siano ancora a bilancio: difficilmente questo succederebbe in un’azienda privata”.
La pubblica amministrazione, ha proseguito sul tema Elisa Rossini (Fratelli d’Italia), “non riesce evidentemente ad attivare procedure efficaci di recupero crediti. Su questo argomento occorre una riflessione”. Più in generale, la consigliera ha detto che il provvedimento è caratterizzato “dal buon senso: quello di aiutare famiglie e imprese che non riescono a saldare sanzioni datate nel tempo, nell’ambito delle misure a favore dei contribuenti previste dalla Legge di bilancio; ma anche il buon senso di concedere ai Comuni la possibilità di esprimere un diniego”.
'La decisione di non aderire alla rottamazione parziale delle cartelle - afferma per Forza Italia Piergiulio Giacobazzi in una nota - l'Amministrazione sceglie di introitare, almeno sulla carta, centinaia di migliaia di euro anziché lasciarli nelle tasche dei contribuenti modenesi già piegati da crisi ed inflazione. Ma se la linea politica ora è chiara, meno lo è l’impatto che il diniego avrà sui conti pubblici, anche in termini di lavoro aggiuntivo per gli uffici comunali. In molti casi gli oneri accessori legati per esempio ad interessi di mora fanno parte di cartelle relative a crediti difficilmente esigibili. Senza considerare che il costo per il peso che lo stralcio degli oneri locali rispetto a quelli di competenza nazionale, su cui incide la rottamazione del governo, comporterà presumibilmente un supplemento di lavoro per gli uffici comunali'
Per il Pd, Marco Forghieri, dopo aver auspicato “maggiore efficienza delle procedure di riscossione”, ha spiegato che l’azione del Governo volta a incidere sui tributi degli enti locali “si riflette inevitabilmente sulle finanze degli stessi enti. E, quindi, sui servizi erogati alla comunità”. Il consigliere ha poi invitato il legislatore “a introdurre un divieto in Costituzione sulla possibilità di varare condoni esattoriali, in questo modo la consapevolezza dei cittadini e la capacità di riscossione degli enti ne beneficerebbero”. In sede di dichiarazione di voto, Antonio Carpentieri ha osservato che sarebbe “una contraddizione politica non votare questa delibera: è giusto che il Comune non si precluda la possibilità di recuperare i crediti, nel rispetto del principio di equità e con la consapevolezza che i fondi, se recuperati dai contribuenti che li devono versare, andranno a beneficio della comunità che potrà peraltro apprezzare l’attenzione verso la riscossione”.
Annunciando il voto a favore di Sinistra per Modena, Vincenzo Walter Stella ha fatto presente che “il provvedimento di sanatoria non porterebbe benefici”. I cittadini intenzionati a saldare le cartelle esattoriali hanno, infatti, “diversi strumenti a disposizione per procedere in maniera agevolata. In più, con una nuova rottamazione, il rischio è che passi il messaggio secondo cui è conveniente non pagare nell’auspicio di ulteriori sanatorie che si ripetono, evidentemente, in maniera ciclica”.


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