Ieri non è stato concepito un nuovo segretario ma un “nuovo partito ripartendo dalle sezioni-circoli”. Vivaddio se ne avevamo bisogno! E’ tornato colui che si è spurgato e distaccato dalla politica per sette anni, terminerà l’esasperazione dei personalismi che ha portato spesso alla negazione della politica?
Oggi, il Pd è una forza politica sotto le macerie di se stessa. Zingaretti è “fuggito” dicendo di: “vergognarsi di questo partito dove si parla solo di poltrone mentre avanza la terza ondata del virus”. Stefano Bonaccini, presidente regionale, per tornare a vincere o per conservare il consenso dovette nascondere il proprio simbolo nelle scorse regionali.
Letta ha espresso un severissimo giudizio sullo stato del partito, spiegandone le ragioni. Un partito che ha perso la stima di buona parte delle persone che ancora lo votano e l'attenzione della grande maggioranza degli Italiani, perché prevalentemente impegnato in pratiche estranee alle esigenze e ai valori di coloro che dovrebbero votarlo, assecondarlo, se non aderirvi.
Oggi urge una definizione identitaria senza imbarcarsi in un esauriente discorso programmatico, come propone il nuovo segretario, a partire dai circoli da cui verranno certamente richieste specifiche, di valore strategico, che il Pd dovrà rivolgere al governo in carica. Proporre e fare come si addice a un partito progressista e di sinistra. Credo ancora, nonostante tutto, di sapere cosa è la sinistra, lo so perché ho memoria e perché ho ancora coscienza di chi sono io, da dove vengo, dove mi preme ancora andare. Lo vedo e lo ascolto e lo tocco con mano per le relazioni che ho, interne ed internazionali, su questa strada continuo a trovare donne e uomini con cui viaggiare volentieri assieme, non sono persone particolari, sono solo colme di una militante umanità che li porta a sviluppare la parte più radicale di loro stessi. Indefessi costruttori di vita, generosi combattenti contro i costruttori di morte, per dare libertà, fraternità, uguaglianza, pane, lavoro, dignità e amorevolezza.
Urge dichiarare esaurito il partito liquido, urge il rafforzamento della sua presenza territoriale, specie nelle periferie e nei quartieri popolari, urge offrirei ai sindacati, ai rappresentanti del precariato, ad associazioni vicine chiedere di nominare osservatori, nel rispetto delle rispettive autonomie, all'interno degli organismi dirigenti locali e nazionali.
Mi sembra importante che, nel suo messaggio di ieri, Letta abbia escluso ogni ricerca di consensi unanimi, ma di mescolarci, vivere insieme, incontrarci, e in definitiva, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una carovana solidale per affrontare efficacemente la crisi, per remare questa volta tutti insieme.
Per fare ciò mi sembra giusta l'esigenza sua o di chiunque altro, di un mandato intero con il congresso nei tempi previsti.
I soloni e i capi corrente sono ancora tutti lì, non vorrei che l’abbiano chiamato solo perché è perbene, che facciano finta di diventare tutti “lettiani” fino a quando sarà necessario. E poi, di nuovo come prima. Fino ad un nuovo povero diavolo costretto a dire “avanti il prossimo, gli lascio il mio posto”.
Chiudo con alcune domande che non possono non essere fatte: 1- chi sono coloro che hanno cercato poltrone?
Antonio Vermigli – parte del direttivo Pd di Nonantola



