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'Pediatria a Pavullo, dall'Ausl un dietrofront elettorale'

'Pediatria a Pavullo, dall'Ausl un dietrofront elettorale'

Il Consigliere regionale e candidato FI al Senato sulla riduzione ipotizzata, e poi ritirata, del servizio. E rilancia sul punto nascita


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'Che si siano commessi errori madornali nella gestione delle politiche relative alla natalita' da parte delle sinistre è un dato oramai di palmare evidenza. La 'retromarcia' poi dell'Asl di fronte all'ennesimo inciampo, relativo alla decisione di tagliare il servizio di pediatria nel fine settimana nell'ospedale di Pavullo, ha solo il sapore di una tregua preelettorale e, come si dice: passata la festa gabbato lo Santo.'
 
Questo il commento di Enrico Aimi, candidato al Senato per Forza Italia, in merito all'ipotesi di una riduzione della copertura oraria del servizio di pediatria presso l'ospedale di Pavullo.  Ipotesi che l'Ausl ha dichiarato di avere contemplato ma mai attuato.
 
'Già abbiamo dovuto assistere allo spettacolo indecoroso della chiusura dei punti nascita in tanti centri - prosegue Aimi - e a Pavullo, oltre al danno, anche la beffa, con apertura dei 'punti aborto'. Questa è la risposta irresponsabile alla drammatica crisi demografica che ha investito l'Italia? Uno spettacolo avvilente in replica in regione, da Borgo Val di Taro, a Castelnuovo Monti, passando appunto per Pavullo. Con il governo di centrodestra, come Forza Italia, intendiamo assolutamente cambiare rotta.
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Infatti, i governi a trazione PD - nazionali e regionale - si sono assunti la gravissima responsabilità politica di impoverire sempre più la rete sanitaria assistenziale e di emergenza delle zone montane della regione. Si sono spinti fino a negare totalmente la possibilità di nascere in montagna e, paradossalmente, come nel caso di Pavullo, si è invece realizzata la sola possibilità di morire: reparto aperto si, ma solo per gli aborti. Le sinistre hanno ancora declassato e smantellato numerosi pronto soccorso, ospedali e punti nascita, aumentando l'insicurezza non solo delle neomamme in caso di necessità, ma del sistema stesso della sicurezza nel territorio montano.
 
Il declassamento degli ospedali montani ad ospedali di primo livello, in una logica di prossimità, rappresenta il preambolo alla perdita delle strutture stesse come punti di riferimento per il territorio. Il 4 marzo i cittadini hanno la possibilità di mettere una croce a tutto cio'. Il ritorno del centro destra alla guida del paese porterebbe sicuramente all'inversione di questa politica che da Bologna a Roma, passando per le realtà territoriali più svantaggiate, ha impoverito la montagna di servizi fondamentali come quelli sanitari, punto di riferimento per i cittadini che vogliono continuare a vivere, a lavorare, e a dare alla luce i propri figli nel territorio di appartenenza. 
Su questi temi delicati
- ha concluso l'azzurro - si confrontano due culture, due filosofie, due modi di progettare e vedere il futuro dell'Italia: i fatti parlano chiaro, così come le retromarce tattiche in attesa del voto.'
 
L'addetto stampa 
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