La denominazione completa sarà 'Fondazione Ago-Modena Fabbriche culturali', iscritta al registro degli Enti del Terzo settore. Avviato il percorso per l'approvazione, nelle prossime settimane in Consiglio comunale, dello statuto, insieme alle 'Linee guida per il progetto culturale' che rappresenta l'aggiornamento del documento approvato dal Consiglio nel 2018'.
Sul polo culturale S.Agostino di cui si discute da almeno 20 anni, Modena è ancora ferma a muri in ristrutturazione, a spazi di straordinaria ampiezza e potenzialità ancora negati alla città, e alle carte bollate di chi dovrà domani gestirlo. Ieri un altro passaggio formale e amministrativo in sala consigliare in Comune a Modena, in una commissione Servizi, alla quale hanno partecipato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il rettore Carlo Adolfo Porro e il presidente di Fondazione di Modena Paolo Cavicchioli, insieme all'assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi, alla dirigente comunale Giulia Severi, al prorettore Gianluca Marchi, al direttore generale di Unimore Stefano Ronchetti, al direttore del Polo museale dell'Università Emiro Endrighi, al direttore generale di Fondazione di Modena Luigi Benedetti.
Solo parole, nessun atto. Solo l'annuncio ai consiglieri comunali presenti del nome che verrà dato alla Fondazione ancora oggi allo stato embrionale e del passaggio in consiglio per lo Statuto che ancora non c'è. Dopo anni di presentazioni più o meno scenografiche di loghi, corposi cataloghi di immagini, proposte di progetti, rendering futuristici, siamo ancora qui. A ragionare di forme e contenitori gestionali ma non di merito concreto di progetti culturali. Di cui a questo punto è facile intuire non ci sarà traccia concreta e palpabile anche al termine del secondo mandato Muzzarelli. Questa è anche la sensazione che sembra avere pervaso ieri anche l'atmosfera in commissione consigliare. Inserita in un momento in cui gli argomenti caldi del consiglio, e gli impegni per i consiglieri, sono altri e pregnanti: dal bilancio al PUG. In confronto ai quali l'annuncio pomeridiano di un futuro statuto di una nuova Fondazione ancora non totalmente definita anche nel nome, appaiono al limite del surreale.
Da qui la parte più tecnica, relativa al contenitore gestionale. Che nulla ci sarebbe di strano anche a parlarne se non fossero passati più di dieci anni da quando si è iniziato a parlarne. Talmente accattivanti e coinvolgenti da non potere fare altro che proporli così come sono stati riportati e diffusi dallo stesso Comune.
La Fondazione
Lo statuto della “Fondazione Ago – Modena Fabbriche culturali Ente del Terzo settore” prevede una governance che si sviluppa sulla base di tre organismi (il Consiglio d’indirizzo, il Consiglio di amministrazione e il Comitato scientifico) nei quali le istituzioni promotrici esprimono le proprie competenze specifiche.
Il Comune, per esempio, grazie all’attività in materia di programmazione culturale, può contribuire ad armonizzare le iniziative di Ago con le strategie territoriali nell’ambito del Consiglio d’indirizzo.
L’Università apporta le sue specifiche competenze grazie al ruolo guida ricoperto nel Comitato scientifico, dove tre dei cinque membri vengono designati da Unimore (uno dal Comune e uno dalla Fondazione).
Fondazione di Modena, che ha in Ago un proprio ente strumentale e di conseguenza controlla l’organo amministrativo, può garantire nel Consiglio di amministrazione l’adeguata efficienza gestionale e, appunto, amministrativa: tre membri su cinque, infatti, sono nominati dalla Fondazione (uno designato dal Comune, l’altro da Unimore) e uno di questi ricopre l’incarico di presidente esecutivo.
La struttura della nuova Fondazione si completa con l’Organo di controllo, nominato dal Consiglio d’indirizzo (monocratico oppure con tre membri, uno dei quali con ruolo di presidente), e con il Comitato di Garanzia composto da prefetto, presidente del Tribunale e un terzo membro nominato congiuntamente dai primi due.
Gli incarichi possono essere remunerati nella misura indicata dal Consiglio d’indirizzo e nei limiti di ciò che prevede il Codice del Terzo settore. Il fondo di dotazione iniziale dell’ente sarà costituito dal valore d’uso dell’ex ospedale Sant’Agostino di proprietà di Fondazione di Modena, mentre il Comune non conferirà direttamente al fondo dotazione di beni e risorse proprie.
Le attività e le risorse di Fmav vengono assorbite dal nuovo ente, senza soluzione di continuità, e il Comune continuerà a contribuire alle spese nella misura attualmente concordata. Tutte le altre spese di esercizio, di gestione e di produzione culturale di Ago sono a carico di Fondazione di Modena, con la possibilità, comunque, di ottenere contributi pubblici e privati, anche partecipando a bandi nazionali ed europei.
Accanto ai tre soci fondatori, lo statuto di Ago prevede la possibilità di apporti di idee e risorse di ulteriori soggetti, pubblici o privati, stabilmente o temporaneamente. Si individuano così le figure dei “partecipanti istituzionali” e dei “partecipanti” che, nominati dal Consiglio di amministrazione, potranno destinare i loro contributi anche a progetti specifici della nuova Fondazione'.



