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Ponte dell'Uccellino: inaugurazione politica a 8 mesi dall'apertura, ma il rischio idraulico per il Secchia non cambia

Ponte dell'Uccellino: inaugurazione politica a 8 mesi dall'apertura, ma il rischio idraulico per il Secchia non cambia

Il manufatto tra Modena e Soliera migliora la viabilità ma non i rischi del tratto fluviale nel comune di Mode Relazioni di rischio e simulazioni su Ponte Alto


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Era il 6 novembre 2025 quando dopo 20 anni di annunci e altri 4 di ritardo per progetti fatti e ritirati si giunse all'apertura al traffico del nuovo ponte dell'Uccellino. Opera importante, certo, soprattutto per la viabilità nel collegamento tra Modena e Soliera che in quel punto aveva una strozzatura, con circolazione limitata alle auto, a senso unico alternato regolato da semaforo, su un ponte Bayley. Un supplizio generato da una ventennale inerzia amministrativa e politica sbloccata solo dopo 20 anni, con il progetto definitivo di un nuovo ponte. Aperto al traffico 8 mesi fa. Un ponte utile per il miglioramento della viabilità ma non più di tanto rispetto alla sicurezza generale del tratto del fiume Secchia nel comune di Modena.


A pochi chilometri, a monte dell'uccellino, lo storico Ponte Alto rappresenta da anni e sempre più, anche nelle relazioni degli esperti, un elemento di rischio, oltre che di impatto sulla viabillità essendo i livelli bassi al punto da obbligarne la chiusura al transito veicolari anche con livelli di piena di per se non allarmanti. I livelli del fronte strada e della struttura del manufato stesso sono sempre più sotto i livelli previsti per la sicurezza idraulica.

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Sempre più dopo i recenti lavori di innalzamento degli argini. Dalle relazioni tecniche inserite anche nel PAI (piano di assetto idrogeologico), con un franco addirittura negativo e un potenziale effetto‑barriera documentato ampliamente dalle simulazioni universitarie. Finché non si affronta questa criticità, la sicurezza idraulica della città rimane incompleta, anzi a rischio. Ponte Alto rappresenta un vero punto critico, che da anni preoccupa tecnici e studiosi, ma che evidentemente lascia relativamente indifferente il mondo dei decisori politici. Il franco di sicurezza del ponte è negativo di settanta centimetri. La normativa richiederebbe un metro positivo, quindi il deficit reale è di un metro e settanta. Poiché si tratta di un ponte ad arco, la valutazione effettiva del franco porta il valore a quasi tre metri di scostamento rispetto agli standard attuali. È un dato che parla da solo, soprattutto se confrontato con i requisiti dei ponti di nuova costruzione, che devono garantire un franco di almeno un metro e mezzo. Ponte Alto non solo non rispetta questi parametri, ma si colloca ben al di sotto della soglia minima considerata di sicurezza. Ma non è tutto. Le quote altimetriche mostrano una situazione che amplifica il rischio.

Le carte Panini del 1990 indicavano un argine a quota 41,5 metri subito dopo Ponte Alto; dopo il rialzo del 2018 la quota è salita a circa 43 metri.

Il quartiere Sacca, invece, si trova a quota 32 metri. Una rottura in quel punto, già oggetto di accurate simulazioni. significherebbe un fronte di acqua che si dirigerebbe verso Modena. La relazione del professor Mignosa dell’Università di Parma, basata su simulazioni di piena e scenari di rotta, evidenzia che in caso di cedimento dell’argine alla Sacca l’acqua potrebbe raggiungere tre metri di altezza, con una velocità superiore al metro al secondo. Una condizione che comporterebbe un grave pericolo per la popolazione.


In questo scenario di rischio è stupefacente che a riguardo non esista nemmeno un progetto preliminare per il superamento delle criticità di Ponte Alto. Non è stata avviata una interlocuzione strutturata con la Soprintendenza, pur trattandosi di un ponte storico. Non è stata definita una strategia di superamento delle criticità, nonostante le simulazioni che mostrano scenari devastanti per Modena. Si inaugura un ponte nuovo, utile e moderno, ma la principale vulnerabilità idraulica del Secchia resta sostanzialmente intatta.

Per questo motivo è corretto riconoscere il valore del ponte dell’Uccellino, ma è altrettanto necessario evitare di presentarlo come un potenziamento della sicurezza idraulica generale del fiume.

La sicurezza del Secchia, e quindi della città di Modena, passa da Ponte Alto. Finché Ponte Alto resterà così com’è, la città continuerà a vivere sotto una minaccia nota, documentata e ignorata. E che non potrà essere compensata dai vantaggi garantiti sul piano della viabilità, dal ponte dell'Uccellino.


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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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