Al centro dell'incontro le testimonianze di Miriam Granito, autrice del libro 'La voce delle donne', di Anna e di Flora. Testimonianze del modo in cui le donne, ognuna con la propria storia e col proprio vissuto, hanno affrontato il tema dell'aborto.
Doveva essere il vicario del vescovo don Giuliano Gazzetti a introdurre la serata, ma all'ultimo momento non è potuto essere presente, mentre un saluto e una vicinanza inaspettata è stata dal presidente della provincia Fabio Braglia che - pur impegnato a Palagano - è voluto intervenire in collegamento telefonico.
'Abbiamo il pieno sostegno del vescovo don Erio Castellucci - ha detto in premessa Mariasole, una delle organizzatrici della campagna -. E questo ci conforta e ci spinge a proseguire in questa iniziativa. Il nostro obiettivo non è cambiare la legge 194 che pur riteniamo ingiusta, ma è quello di svuotarla da dentro. Porre fine alla scelta dell'aborto da parte delle donne e rendere così superata nei fatti la legge'.
Nessun cenno alle critiche giunte dall'Udi e da altre associazioni rispetto ai momenti di preghiera, ma i toni e le modalità della serata hanno rappresentato di per sè una risposta alle surreali critiche di 'violenza patriarcale verso le donne' lanciate dall'Udi stessa (qui).
Ruvida e diretta la testimonianza di Anna, oggi 62enne, che, dopo aver praticato due aborti, ha spiegato il dolore e la sofferenza che ha dovuto sopportare per anni. 'Per lungo tempo ho completamente dimenticato e rimosso quelle azioni, ciclicamente stavo male e non capivo perchè - ha detto -. A nulla è valsa la psicoterapia, solo l'incontro con un Dio che non conoscevo mi ha permesso di guarire e di prendere consapevolezza del male che avevo fatto a me e ai miei bambini. Quando si abortisce non muore solo il bambino, ma in quel momento muore anche la mamma'.
Commoventi le parole di Flora, mamma di due bambini di 5 e 9 anni. 'Davanti alla seconda gravidanza ero completamente sola e senza aiuti economici - ha spiegato -. Non volevo abortire, ma tutti intorno a me mi continuavano a dire che era l'unica scelta da fare, la più saggia.
Giuseppe Leonelli



