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Pregare per la fine dell'aborto: all'incontro a Modena il saluto del presidente della Provincia

Pregare per la fine dell'aborto: all'incontro a Modena il saluto del presidente della Provincia
Pregare per la fine dell'aborto: all'incontro a Modena il saluto del presidente della Provincia
Pregare per la fine dell'aborto: all'incontro a Modena il saluto del presidente della Provincia

'Non volevo abortire, ma tutti intorno a me mi continuavano a dire che era l'unica scelta da fare, la più saggia. Cercavo in tutti i modi un appiglio e l'ho trovato'


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Una sala piena ha accolto ieri sera, alla Città dei Ragazzi a Modena, l'iniziativa 'Aborto, la voce delle donne', l'iniziativa promossa all'interno di ‘40 giorni per la vita’, la preghiera ininterrotta per la fine dell'aborto che si tiene fino al 5 novembre a Modena, davanti al Policlinico.
Al centro dell'incontro le testimonianze di Miriam Granito, autrice del libro 'La voce delle donne', di Anna e di Flora. Testimonianze del modo in cui le donne, ognuna con la propria storia e col proprio vissuto, hanno affrontato il tema dell'aborto.

Doveva essere il vicario del vescovo don Giuliano Gazzetti a introdurre la serata, ma all'ultimo momento non è potuto essere presente, mentre un saluto e una vicinanza inaspettata è stata dal presidente della provincia Fabio Braglia che - pur impegnato a Palagano - è voluto intervenire in collegamento telefonico.
'Abbiamo il pieno sostegno del vescovo don Erio Castellucci - ha detto in premessa Mariasole, una delle organizzatrici della campagna -. E questo ci conforta e ci spinge a proseguire in questa iniziativa. Il nostro obiettivo non è cambiare la legge 194 che pur riteniamo ingiusta, ma è quello di svuotarla da dentro.
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Porre fine alla scelta dell'aborto da parte delle donne e rendere così superata nei fatti la legge'.
Nessun cenno alle critiche giunte dall'Udi e da altre associazioni rispetto ai momenti di preghiera, ma i toni e le modalità della serata hanno rappresentato di per sè una risposta alle surreali critiche di 'violenza patriarcale verso le donne' lanciate dall'Udi stessa (qui).

Ruvida e diretta la testimonianza di Anna, oggi 62enne, che, dopo aver praticato due aborti, ha spiegato il dolore e la sofferenza che ha dovuto sopportare per anni. 'Per lungo tempo ho completamente dimenticato e rimosso quelle azioni, ciclicamente stavo male e non capivo perchè - ha detto -. A nulla è valsa la psicoterapia, solo l'incontro con un Dio che non conoscevo mi ha permesso di guarire e di prendere consapevolezza del male che avevo fatto a me e ai miei bambini. Quando si abortisce non muore solo il bambino, ma in quel momento muore anche la mamma'.

Commoventi le parole di Flora, mamma di due bambini di 5 e 9 anni. 'Davanti alla seconda gravidanza ero completamente sola e senza aiuti economici - ha spiegato -. Non volevo abortire, ma tutti intorno a me mi continuavano a dire che era l'unica scelta da fare, la più saggia.
Cercavo in tutti i modi un appiglio per non farlo e quell'aiuto concreto è arrivato dal Progetto Gemma che offre alle mamme il sostegno economico per scongiurare una scelta sbagliata'. E poi il richiamo a una Fede che, come nelle altre testimonianze che si sono susseguite, si è dimostrata decisiva: 'Nessuno voleva la mia bambina, solo Gesù lo ha voluto' - ha detto.
Giuseppe Leonelli
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