Maria Cristina Bettini, referente del Comitato Salviamo l'ospedale di Pavullo e rappresentante del comitato Di.Na.MO (per il punto nascita di Castelnuovo Monti), presente il 29 gennaio scorso all'incontro al Ministero della salute, non molla la presa nel tentativo di giungere alla riapertura dei punti nascita chiusi dalla Regione, sentito il ministero, nell'ottobre del 2017.
Un pressing sempre più deciso, soprattutto da quando il Ministero, oltre a sancire che la decisione ultima rispetto alla chiusura dei punti nascita spetta alla Regione, ha garantito la massima disponibilità ad accogliere e ad esaminare, con il Comitato percorso nascita del Ministero della Sanità, una nuova richiesta di deroga che Bonaccini e l'Assessore Venturi potrebbero e dovrebbero inviare.
Una richiesta di deroga rivista sulla base dei parametri indicati dal Comitato Salviamo l'ospedale che mostravano come quelli contenuti nella prima istanza della Regione al Ministero, che nell'ottobre del 2017 portò al parere negativo del ministero stesso e alla conseguente chiusura sancita dalla Regione (parametri relativi soprattutto ai tempi di percorrenza necessari per spostarsi da Pavullo o dai comuni dell'alto frignano verso i punti nascita più vicini di Sassuolo e Modena) non erano rispondenti alla realtà dei fatti.
Già nelle settimane immediatamente successive alla chiusura del punto nascite, l'istanza di revisione venne presentata in una serata pubblica a Pavullo, alla presenza di parlamentari e consiglieri regionali d'opposizione, e depositata dal Movimento 5 stelle in commissione regionale. La stessa istanza di revisione della deroga venne poi recepita e fatta propria, in termini di impegno politico, dai consigli comunali di Pavullo nel Frignano, Fiumalbo e Polinago. Ai cui sindaci oggi il Comitato Salviamo l'ospedale di Pavullo si rivolge affinché sollecitino a loro volta, alla Regione, la presa in carico dell'istanza già approvata nei rispettivi consigli comunali.
Nei recenti incontri romani il Presidente della Regione, anche nel proprio ruolo di Presidente della conferenza Stato Regioni, si sarebbe mostrato disponibile ad un confronto di merito sull'opportunità di rivedere anche i criteri che nel 2010, nell'accordo Stato-Regioni, definirono le soglie di 1000 e, in deroga per particolari difficoltà geografiche, di 500 parti all'anno sotto le quali i punti nascita dovrebbero essere chiusi. Un modifica che potrebbe aiutare, inserendola in una cornice di legittimità normativa ed istituzionale, la riapertura dei punti nascita montani. Ma in attesa di questo scenario, non immediato, rimane nell'immediatezza, la possibilità da parte della Regione di inviare una nuova istanza al Ministero, riaprendo il tavolo del confronto di merito sulle criticità del srvizio emergenza urgenza (che anche la cronaca in questi mesi ha registrato), conseguenti alla chiusura del punto nascite di Pavullo e funzionali ad una eventuale riapertura.
Gi.Ga.



