'La chiusura dei punti nascita è un tema su cui il Movimento 5 Stelle si è sempre battuto con determinazione. Quando eravamo all’opposizione, abbiamo lottato per mantenerli aperti, consapevoli del loro ruolo essenziale per i territori. Oggi, in giunta regionale, affrontiamo la questione con responsabilità e realismo. Il presidente De Pascale, in campagna elettorale, ha dichiarato apertamente che i punti nascita non sarebbero stati riaperti e sta ora mantenendo quella linea per ragioni di sicurezza. Non possiamo certo fingere di sorprenderci, ma ciò non significa accettare passivamente che questa chiusura lasci le donne e le famiglie senza alternative adeguate'. Questa la posizione del coordinamento regionale del Movimento 5 Stelle rispetto al dibattito sulla mancata riapertura dei punti nascita chiusi, che per la provincia di Modena si sostanzia nello stop e nella mancata riapertura (nonostante le promesse nella campagna elettorale 2020 dell'ex presidente Stefano Bonaccini), dei punti nascita di Pavullo (nonostante le promesse nella campagna elettorale 2020 dell'ex presidente Stefano Bonaccini), e di Mirandola. In pratica, anche per il Movimento 5 stelle la questione è capitolo chiuso. Come lo sono definitivamente i punti nascita della provincia, sia in pianura sia in montagna.
'Ciò detto il problema, nonostante le garanzie dei cosiddetti percorsi nascita strutturati nelle aree rimaste orfane dei punti nascita, è quello del potenziamento delle rete territoriale di assistenza che garantisca soprattutto nei periodi antecedenti e prossimi al parto, una sicurezza per le gestanti che per esempio da Fiumalbo, Pievepelago, Montefiorino, così come da Finale Emilia, avrebbero dall'ora all'ora e mezzo di strada, anche con mezzi di emergenza, per raggiungere il punto nascita più vicino. Per questo - fa sapere il coordinamento regionale del il Movimento 5 Stelle - chiediamo alla Regione un impegno chiaro e concreto per rafforzare i servizi sanitari territoriali. Non basta dire che i punti nascita restano chiusi: bisogna garantire un reale potenziamento dell’assistenza alle donne'.
'Le nostre richieste:
Più investimenti sui consultori, per offrire un supporto efficace in tutte le fasi della gravidanza e del post-parto.
Più ostetriche e assistenza domiciliare, per garantire un servizio capillare, soprattutto nelle aree periferiche.
Percorsi nascita adeguati, con servizi di accompagnamento al parto e assistenza personalizzata per le future mamme.
Il nostro obiettivo non cambia: vogliamo garantire a tutte le donne un’assistenza sicura e di qualità, indipendentemente da dove vivono.
Per questo, continueremo a batterci affinché la Regione si assuma le sue responsabilità e investa seriamente in servizi sanitari territoriali efficienti' - chiudono i 5 Stelle.
Nella foto, i coordinatori regionali del Movimento 5 Stelle Gabriele Lanzi e Marco Croatti insieme al leader del Movimento Giuseppe Conte