
'I consiglieri della maggioranza in Regione hanno perciò votato una mozione che invita il presidente Bonaccini a continuare l’interlocuzione con il ministro. Interlocuzione con chi, con un governo morto? Ma ipotizzando anche che fosse questo l’ennesimo colpo di teatro sulla scena della campagna elettorale, c’è già pronta una ulteriore scusa per non riaprire e gabbare le attese. Ci hanno pensato i dirigenti dell’Ausl di Reggio Emilia di nomina regionale a fargli da scudo, attraverso un piano di in-fattibilità che hanno redatto nel novembre 2021 e che finora è rimasto nascosto nei cassetti, fino a quando lo siamo andati a pescare attraverso una richiesta di accesso agli atti - continua la portavoce -. In quel documento, dopo diverse pagine di ostilità alla riapertura e di premessa per la chiusura di tutti i punti nascita della provincia al di fuori del capoluogo, ecco la sorpresa: causa rischio sismico elevato il punto nascita non potrà essere riaperto prima del 2026 (foto sopra, estratto del documento), mentre le attività e le degenze presenti in quell’edificio dell’ospedale Sant’Anna possono continuare! Ma tutto questo il sindaco Bini non lo sa… Insomma l’Ausl, forte della sua consolidata esperienza a gestire le richieste, attua la linea CUP: non ci sono agende aperte, quelle aperte sono piene, se volete richiamate più avanti per mettervi in coda, sempre che riusciate a parlare con un operatore. Complimenti per la presa in giro'.

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