Se a Vaciglio si costruirà su terreno vergine, qui di vergine c'è ben poco. Ma il progetto che emerge da una delibera dei giorni scorsi della giunta comunale per la demolizione di un vecchio fabbricato e la costruzione di un nuovo palazzo da 29 appartamenti che potrebbe raggiungere i 9 piani, sulla via Nonantolana, conferma ugualmente quanto il concetto di saldo zero, utilizzato come vessillo di una presunta e sedicente svolta ambientalmente compatibile del Comune, valida per le scelte attuaali, sia confondibile e poco comprensibile. Semplicemente perché il saldo zero ripetuto come un nuovo mantra, diventerà tale, in termini di obbligo, solo in relazione alle previsioni ed ai programmi del nuovo Piano Urbanistico Generale, ancora da approvare e da costruire sulla base degli indirizzi (a saldo zero fino ad ora sulla carta), della nuova legge urbanistica regionale.
Un saldo zero, che quindi oggi non comprende quanto è già già stato destinato, all'urbanizzazione. Dove si può costruire ex novo e rigenerare, senza intaccare il saldo zero che le aree da rigenerare, già costruire, o già edificabili, non vale.
E in questi casi rientra il progetto che Comune ed Acer hanno in mente sull'area da 7.800 metri quadrati che insiste su via Nonantolana, all'altezza
Oggi, di quelle tre stecche di alloggi popolari, ne è rimasta una. Inagibile per buona parte, con gli accessi principali e secondari bloccati, ma per una porzione evidentemente ancora abitata. Fabbricato che Comune ed Acer hanno in programma di demolire, riprendendo quel piano di riqualificazione abbandonato anni fa. I soldi, 4,7 milioni di euro, finanziati da Acer, ci sono. E il loro utilizzo per la demolizione da 300.000 euro e la costruzione della nuova palazzina da 29 alloggi è stato messo nero su bianco nell’ultima variazione di bilancio, di qualche giorno fa, del comune di Modena.



