'Oggi presentiamo tutti i comitati che, insieme, stanno chiedendo di votare sì alla riforma. 'Votare sì è giusto' è il nostro slogan, ma soprattutto è la sintesi di una battaglia che l’Unione delle Camere Penali porta avanti da decenni' - ha affermato l'avvocato a La Pressa. Roberto Ricco, del Comitato SI Separa, ha evidenziato l’importanza dell’unità tra mondi e sensibilità diverse a sostegno del Sì: 'È significativo che comitati diversi abbiano trovato un terreno comune su una riforma che affonda le sue radici in un percorso lungo oltre quarant’anni'. Ricco ha ricordato come il testo approvato dal Parlamento recepisca istanze condivise anche da forze politiche che in passato avevano sostenuto riforme analoghe, introducendo elementi come l’Alta Corte disciplinare, l’incompatibilità dei componenti del CSM e, soprattutto, la separazione delle carriere. Sarà una lunga cavalcata – ha affermato – ma dobbiamo spiegare la riforma, contrastare le argomentazioni del No e convincere i cittadini ad andare a votare. Sono convinto che chi voterà sceglierà in larga parte il Sì'.Sulla stessa linea Guido Sola, del Comitato Sì Riforma, che ha portato i saluti del presidente Nicolò Zanon e della consigliera del CSM Isabella Bertolini. Sola ha insistito sulla necessità di contrastare le “mistificazioni” emerse nel dibattito pubblico: 'Non è vero che la separazione delle carriere esista già, né che il sorteggio sia un meccanismo antidemocratico. Serve invece a recidere i legami politico-correntizi che hanno trasformato il CSM in una sorta di “parlamentino delle toghe”'.
Secondo Sola, infondata è anche l’accusa secondo cui la riforma assoggetterebbe i magistrati al potere politico: 'È una bugia. Questa riforma rafforza, non indebolisce, l’indipendenza della magistratura'.
Spazio poi ai giovani avvocati, con l’intervento di Francesco Capasutti, per il Comitato Giovani Avvocati per il Sì, che ha sottolineato l’entusiasmo e la disponibilità a organizzare incontri, banchetti ed eventi per spiegare le ragioni del referendum, soprattutto ai cittadini meno informati.A chiudere gli interventi dei Comitati è stato Enrico Fontana, del Comitato Cittadini per il Sì, che ha ribadito l’importanza di fare fronte comune in un territorio politicamente complesso: 'La separazione delle carriere è una battaglia identitaria delle Camere Penali, ma anche di Forza Italia e del coordinatore provinciale Piergiulio Giacobazzi.
Il decalogo per il SI presentato
1 Un giudice terzo è la prima garanzia di libertà, perché senza un giudice terzo non ci può essere il necessario riequilibrio del potere del Pubblico Ministero2 Ruoli diversi, stesse garanzie: due carriere diverse, una sola giustizia al servizio delle persone
3 Per un processo davvero equo, ad armi pari: solo la parità delle parti garantisce i diritti di tutti
4 Come in tutte le democrazie liberali: l'Europa separa i ruoli, l'Italia deve colmare il ritardo
5 Una giustizia che fa paura non è giusta: chi crede nello Stato deve
6 Separare per difendere autonomia e indipendenza del giudice: l'autonomia si protegge distinguendo i ruoli, non confondendoli
7 Sorteggio dei componenti del CSM: più trasparenza e meno correntismo: la giustizia deve rispondere ai cittadini, non ai gruppi di potere
8 II Presidente della Repubblica, garante dell'equilibrio e dell'unità della giustizia: il Capo dello Stato resta il custode della Costituzione e della libertà dei cittadini
9 Un'Alta Corte per una giustizia che risponde a tutti: la giustizia deve essere trasparente nei confronti dei cittadini, non rendere conto solo a se stessa.
10 Una battaglia di libertà, non di potere: è la riforma di chi crede nella Costituzione e nella giustizia come servizio ai cittadini.

