Del resto era stato lo stesso Bonaccini, martedì sera, in Piazza Grande, a margine dell'intervento, ad invitare i suoi a guardare bene i dati delle vittoria. Più quelli che si celano che quelli evidenti della vittoria. Che si, è stata netta, per lui, ma che mostra (o nasconde, dipende dai punti di vista), ben più di una avanzata del centro-destra a traino leghista. Un consolidamento nella diffusione delle amministrazioni che negli ultimi 5 anni hanno cambiato colore. Circondando, di fatto, i baluardi rossi, quelli fatti dai comuni non più PD, che tengono nella fascia centrale delle province (escluse quelle di Parma e Piacenza e Ferrara dove il centro destra è diventato dominante se non totalizzante), da Reggio Emilia al mare, ma spariscono nelle fasce nord e sud delle province. Alla base ci sarebbe il segnale che gli elettori hanno voluto dare, già dalle scorse amministrative così come alle ultime regionali, al governo Bonaccini, 'colpevole' da un lato di avere tolto servizi periferici (soprattutto in campo sanitario), e dall'altro di non averne garantiti di nuovi e più moderni (soprattutto sul piano delle infrastrutture). Con le promesse ferme a 30 anni fa.
Elemento che non poteva non entrare in una riflessione oggettiva, a mente fredda, sul voto. Quella che il presidente della provincia di Modena Giandomenico Tomei, uomo PD, di centro, sindaco di Polinago, comune montano da 1000 abitanti, affida alla sua pagina Facebook. 'In questi 5 anni la nostra montagna ha visto realizzare molte cose, dalla Casa della Salute e il Palaghiaccio (Fanano), al nuovo liceo sportivo (Pievepelago), ai 10 milioni per il comprensorio sciistico del Cimone eppure il centro sinistra, il Partito Democratico, ha perso. Cosa non ha funzionato?' - si chiede il presidente della provincia.
E le ragioni per spiegare cosa non va, abbondano.
Che fare quindi? Tomei chiede, si chiede, e risponde così: 'Bisogna mettersi in ascolto dei territori e rivedere la strategia per la montagna, bisogna capire quali siano le reali esigenze di questo territorio e adottare misure concrete, dalle infrastrutture, alla fiscalità differenziata, ai servizi alla persona'.
'Non sempre vi sono cause 'politiche' ai problemi di chi vive in montagna' - afferma Tomei - ma la politica può e deve trovare soluzioni. Il PD, dove governa, spesso 'ci riesce'... ma per farlo occorre l'impegno di tutti. Il mio ve lo garantisco, senza riserve, e sono pronto fin da oggi ad incontrare la nuova giunta per programmare insieme azioni concrete'
Gi.Ga.



