Durante il suo intervento in aula, Parisi ha espresso un netto dissenso rispetto a quella che ha definito una “decisione anacronistica”. Mentre molte città italiane ed europee investono nella raccolta domiciliare per migliorarne l’efficacia, Modena – ha sottolineato – fa un passo indietro che rischia di compromettere quanto costruito con fatica negli ultimi anni.
“Tornare al cassonetto significa più impurità nei materiali raccolti, meno riciclo effettivo, più costi per i cittadini e un maggiore impatto ambientale,” ha dichiarato con forza Parisi, richiamando l’Amministrazione comunale alle proprie responsabilità. L’attacco è diretto non solo al Sindaco, ma anche all’area ambientalista della maggioranza, accusata di incoerenza: “Come può accettare chi ha difeso il porta a porta negli anni scorsi di smantellare ora un sistema che ha dato risultati evidenti?”
Parisi ha infatti ricordato i dati: dall’introduzione della raccolta porta a porta per carta e plastica nel 2023, la raccolta differenziata a Modena ha conosciuto un netto miglioramento. Un risultato, ha detto, frutto dell’impegno concreto di migliaia di cittadini, commercianti, famiglie, associazioni. Secondo la capogruppo di Modena Civica, l’adozione della tariffa puntuale rischia di trasformarsi in uno strumento puramente propagandistico se non accompagnata da una reale strategia di raccolta e gestione dei rifiuti. “Non si può parlare di sostenibilità e poi scaricare sulla collettività i costi di un peggioramento ambientale. È un insulto a chi ha fatto la propria parte con responsabilità,” ha tuonato in aula. La sua conclusione è netta: “Non saremo complici dello smantellamento di un sistema che ha fatto crescere la nostra città. Voteremo convintamente contro”.



