L'affondo di Giulia Pigoni non resta isolato. Attacca, sul rimpasto di giunta in Regione Emilia-Romagna, lo stesso Matteo Richetti, capogruppo di Azione-Italia Viva alla Camera. 'Spiace - afferma l'esponente di Azione - dover verificare che Stefano Bonaccini non comprenda le potenzialità che scaturiscono da un'equilibrata ripartizione delle responsabilità di governo della Regione che amministra'. La scelta di attribuire a soli esponenti del Pd le principali cariche istituzionali della Regione Emilia Romagna, 'pensare cioè di avocare ad un'unica forza politica tutte le cariche regionali - precisa Richetti - significa dimostrare una ruvida concezione della democrazia, producendo un vulnus a quel necessario pluralismo culturale e politico, che è alla base di una coalizione di governo'.
'Da sempre, sottolinea ancora il deputato, l'Emilia Romagna ha avuto la capacità di valorizzare le differenze e le diversità culturali. È particolarmente grave che ciò avvenga dopo elezioni politiche che hanno certificato la non autosufficienza di ogni singolo soggetto della coalizione che sostiene Bonaccini'. Stefano, afferma ancora l'ex 'rivale' di Bonaccini in casa dem, 'ha cultura di governo e senso della coalizione sufficienti per capire che la soluzione da lui oggi proposta non tiene conto del dialogo e della collegialità, che sono alla base del sostegno a lui da noi sempre assicurato'.
Forza Italia non perde tempo e va all'attacco: la consigliera regionale Valentina Castaldini si sofferma sulla 'frattura' rappresentata da Azione 'che ha esternato forte disappunto per il fatto che tutte le posizioni apicali sono ora in mano al Pd, mentre Bonaccini è stato eletto grazie a una coalizione composita. Altro che la narrazione di una situazione idilliaca. Le elezioni politiche lasciano strascichi tuttora irrisolti'.



