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Ristoratori in protesta bloccano l'A1: investito Antonio Alfieri

Ristoratori in protesta bloccano l'A1: investito Antonio Alfieri
Ristoratori in protesta bloccano l'A1: investito Antonio Alfieri

All'interno dei tratti chiusi questa mattina si sono formati 6 chilometri di coda verso Roma e 5 verso Bologna il tratto è stato riaperto alle 14.30

All'interno dei tratti chiusi questa mattina si sono formati 6 chilometri di coda verso Roma e 5 verso Bologna il tratto è stato riaperto alle 14.30


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Questa mattina i ristoratori in protesta hanno bloccato nuovamente l’autostrada: stop dell’A1 tra Firenze sud e l’uscita Valdarno, all’altezza di Incisa, in entrambe le direzioni, sia per Roma che per Bologna. “Siamo stati costretti, siamo alla disperazione - dicono alcuni ristoratori -. Noi vorremmo aprire in sicurezza, stare tranquilli, rispettare i protocolli, ma il coprifuoco non ci può permettere di riaprire. Come si fa, la gente a che ora dovrebbe venire a cenare? E come si fa a riaprire dovendo rispettare i protocolli assurdi solo all’esterno. E chi non ha spazi organizzati all’esterno, come fa?”. E ancora: “Come si fa ad aprire all’esterno se alle 19 fa già un freddo della miseria? Ci state rovinando”.

Nel corso della manifestazione il sassolese Antonio Alfieri è stato investito da un’auto che ha forzato il blocco organizzato da Tni tra Firenze e il Valdarno. “Per fortuna niente di grave, sembra. Solo un colpo alla spalla” - rassicura tutti lo stesso Alfieri soccorso da una ambulanza. All’interno dei tratti chiusi questa mattina si sono formati 6 chilometri di coda verso Roma e 5 verso Bologna il tratto è stato riaperto alle 14.30.

Le richieste
Sono undici le richieste lanciate dai ristoratori.
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C’è il no al coprifuoco e l’apertura, dal 25 aprile, “a pranzo e a cena sia dentro che fuori i locali”, si legge da Tni, sigla che ha organizzato la protesta. Oltre a questo “non vogliamo il distanziamento di 2 metri e il pagamento solo con il Pos; vogliamo tavoli anche per i frequentatori abituali, non più solo congiunti; richiediamo i voucher emergenziali; chiediamo l’esonero della richiesta del Durc; moratoria legge Bersani fino al 2023; no al pass vaccinale; abolizione tetto del 30% per gli indennizzi”. I ristoratori, infine, invocano “mai più chiusure”.
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