Incontro nel quale - fa sapere oggi la CTSS - il Presidente 'ha spiegato ai comitati che la strada è quella tracciata da un protocollo' che sarebbe poi stato approvato poco dalla Conferenza. Un protocollo che prevede l'istituzione di un Gruppo di Lavoro Interdistrettuale per la definizione delle nuove funzioni ospedale-territorio.
Protocollo nemmeno accennato invece nella conferenza stampa che i comitati hanno convocato per questa mattina proprio per illustrare i contenuti delle richieste avanzate agli amministratori. In particolare i dati annuali relativi ai due ospedali di Mirandola e Carpi (distinti) riguardo a: tipologia delle prestazioni offerte e dimissioni, suddivise per reparto; personale in servizio per stabilimento e per reparto; costi di produzione per stabilimento e per reparto. Il tutto dal 2015 al 2025 al fine dichiarato di valutare in maniera ponderata i pro, i contro e le ricadute di una programmazione che prevederebbe anziché un ospedale baricentrico, due ospedali (Mirandola e Carpi), dello stesso livello, come indicato peraltro già della delibera della CTSS del 22/07/2020 che ha definito gli ospedali di Mirandola e Carpi firmata dall'allora presidente Giancarlo Muzzarelli.
Richieste rispetto alle quali i comitati chiedono risposte certe e in tempi celeri. In questa ottica difficile pensare che un protocollo di intesa per l'istituzione di un Gruppo di lavoro interdistrettuale possa rappresentare e tantomeno anche solo venire interpretata come una risposta ai comitati, come sembrerebbe emergere dalla nota della CTSS nella quale viene detto che la strada indicata ai comitati è quella tracciata dal protocollo.
Una nota in cui, nonostante si parli dello stesso 'incontro, non viene fatto alcun riferimento alle istanze presentate dai Comitati. Come si trattasse di eventi diversi. Del resto sarebbe il primo caso, almeno a memoria recente, in cui la risposta delle amministrazioni e delle istituzioni arriva prima della domanda dei cittadini.
Fatto sta che il Protocollo di intesa sulla sanità del sistema nord modenese, nemmeno citato dai comitati, è stato approvato all’unanimità dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria e considerato come risposta ai comitati, Un documento, fa sapere la CTSS con una articolata nota con tante dichiarazioni di intenti ma nessun elemento di merito operativo, che stabilisce come obiettivo principale l’istituzione di un Gruppo di Lavoro Interdistrettuale per la definizione delle nuove funzioni ospedale-territorio.
Quattro le direttrici principali del Gruppo di Lavoro Interdistrettuale, che ha come filo conduttore la valorizzazione delle professionalità e delle vocazioni tradizionalmente espresse dagli ospedali di Carpi e Mirandola, l’ammodernamento del parco tecnologico complessivo e l’attuazione di lavori di manutenzione e miglioramento delle strutture operative.
“Il percorso avviato – ha sottolineato Mezzetti – rappresenta un passaggio significativo per il futuro dell’organizzazione sanitaria dei territori coinvolti, in un contesto in cui i bisogni di salute dei cittadini stanno evolvendo e richiedono risposte sempre più adeguate e coordinate. Il protocollo, che sarà sottoscritto da tutti i Comuni dei due Distretti e dai Comitati Consultivi Misti di Carpi e Mirandola, si configura come un nuovo strumento di lavoro, fondato su una logica di maggiore concertazione e condivisione, pur mantenendo il ruolo centrale e sovrano della CTSS nelle scelte programmatiche”.
“L’obiettivo – hanno evidenziato i Sindaci di Mirandola Letizia Budri e di Carpi Riccardo Righi, intervenuti insieme al Presidente dell’Unione dei Comuni Modenesi di Area Nord e Sindaco di Finale Emilia Claudio Poletti e al Sindaco di San Prospero Sauro Borghi, Presidente del Comitato di Distretto di Mirandola – è costruire un metodo chiaro e partecipato, basato su tavoli di lavoro che coinvolgano soggetti delegati dai Comuni, garantendo un percorso improntato alla trasparenza e alla condivisione continua. Questo approccio consentirà di aumentare la consapevolezza rispetto alle decisioni da assumere e di rafforzare la capacità del sistema di rispondere in modo efficace ai bisogni del territorio. Due gli elementi imprescindibili di questo percorso: la progettazione del nuovo ospedale di Carpi e il mantenimento e rafforzamento dell’ospedale di Mirandola. In questa prospettiva, risulta fondamentale sviluppare una rete integrata che non si limiti ai presidi ospedalieri, ma coinvolga anche le strutture di assistenza territoriale, completando così l’offerta complessiva di servizi sanitari”.
“Siamo fermamente convinti del metodo adottato, collegiale, trasparente e replicabile – ha affermato Mattia Altini, Direttore Generale dell’Azienda USL di Modena –, è stato ampiamente condiviso e rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’intero percorso. I futuri passaggi in CTSS saranno fondamentali per illustrare in modo puntuale la direzione intrapresa: potranno esserci correzioni in corsa, ma sono certo che questo metodo possa contribuire in modo armonico ed efficace a consolidare l’offerta a tutela della salute dei cittadini”.
Nella foto, l'ingresso dell'ospedale di Mirandola



