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Sanità, Cisl denuncia: 'Spogliatoi operatori 118 indegni per Modena'

Sanità, Cisl denuncia: 'Spogliatoi operatori 118 indegni per Modena'

'È inaccettabile che in una sanità modenese, dichiarata di eccellenza, ci siano situazioni di questo tipo'


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L’altro giorno un operatore è dovuto tornare a casa letteralmente in mutande, perché le infiltrazioni di pioggia gli avevano bagnato gli abiti di ricambio custoditi nell’armadietto.
È solo l’ultimo disagio, e nemmeno il più grave, patito dagli operatori modenesi del 118, alle prese con l’inadeguatezza degli spogliatoi della centrale operativa, in via Emilia Est a Modena.

Un problema che la Cisl ha ripetutamente sollevato, ma che l’Ausl di Modena non ha ancora risolto, nonostante sia stato di recente interessato anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il quale a sua volta ha coinvolto il precedente direttore generale dell’Ausl Antonio Brambilla.

'Gli operatori del 118 utilizzano spogliatoi ricavati da un’edicola e un chiosco per fiori. In pratica sono container in qualche modo adattati all’uso – spiega Alfonso Bracigliano, sindacalista della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale – Da oltre due anni, cioè dall’inizio della pandemia, si sono rivelati del tutto inadeguati. I locali sono angusti, con spazi minimi tra un armadietto e l’altro. Il soffitto è puntellato da pali e quando piove gli spogliatoi si allagano. Inoltre manca il riscaldamento. In estate ovviamente non è un problema, mentre lo è nella stagione fredda. Bisogna considerare – aggiunge Bracigliano - che, quando rientra dal servizio, l’operatore è sudato; deve poter svestire la divisa e indossare abiti “borghesi” caldi e asciutti.
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Da due anni, invece, ai lavoratori non sono garantite condizioni minime di igiene e sicurezza. L’Ausl lo sa, perché le abbiamo formalmente segnalato la situazione più volte ma, nonostante impegni e promesse, i problemi non sono ancora stati risolti'.

I locali sono utilizzati da 130 operatori. Ha bisogno degli spogliatoi per la vestizione e svestizione della divisa anche chi non è fisso su Modena, ma copre alcuni turni al mese o viene in città perché reperibile.
'È inaccettabile che in una sanità modenese, dichiarata di eccellenza, ci siano situazioni di questo tipo. Noi del sindacato e i lavoratori – conclude Alfonso Bracigliano, della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale - sollecitiamo una rapida soluzione del problema, ovviamente prima che arrivi l’inverno'.
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