'Gli studenti in Emilia Romagna avranno un calo decisamente contenuto rispetto ad altre regioni, circa lo 0,45% in meno (siamo la regione con il minor calo demografico), in particolare nel primo ciclo con un aumento nella scuola secondaria di secondo grado - continuano i sindacati -. La sola riconferma dell’organico ora assegnato, non sarà quindi sufficiente a garantire una regolare ripartenza del prossimo anno scolastico, necessaria per garantire il diritto allo studio degli studenti e a diminuire il numero di alunni per classe (vero argomento su cui agire per un investimento serio sulla ripartenza della scuola), che consentirebbe di tenere le scuole sempre aperte, in sicurezza, senza ricorrere alla Dad e a promuovere una più efficace azione didattica per recuperare in parte quello che la pandemia ha tolto ai nostri studenti. Le nostre richieste sono ancora una volta inascoltate, nonostante a parole la scuola sia una delle priorità del governo. Occorre l’adozione di misure straordinarie; servono investimenti in personale e stabilizzazioni massicce per consentire la didattica in presenza, per evitare assembramenti e ridurre il numero degli alunni per classe, occorre estendere il tempo scuola e la scuola dell’infanzia per recuperare l’abbandono scolastico tragicamente aumentato anche nella nostra regione, per dare supporto agli studenti più svantaggiati o più fragili garantendo a tutti, senza distinzione, il diritto allo studio. Serve anche potenziare il personale ATA di supporto, per garantire la sicurezza e le attività amministrative e tecniche. Servono altresì luoghi fisici funzionali al distanziamento sociale: per questo sono urgenti interventi per l’edilizia scolastica e nuovi spazi dove poter fare lezione'.
'Così come vanno individuate altre soluzioni di riorganizzazione delle attività, oltre al piano estate varato dal governo (su cui rileviamo alcune criticità sul piano del merito ma anche alcuni aspetti pratici di tipo organizzativo) che agiscano sul versante del recupero delle carenze degli studenti e sulla continuità didattica, valorizzando il ruolo delle autonomie scolastiche e i suoi organismi collegiali.



