I lavori ancora in corso sul fiume Secchia, e già interrotti anche per le sempre più frequenti piene che interessano e mettono a dura prova argini e ponti, termineranno (nel primo tratto compreso tra Campogalliano ed il Ponte Tav, in località San Matteo, sempre nel Comune di Modena), entro ottobre. Di fatto prima, si spera, della stagione maggiormente piovosa. Lo ha confermato l'Assessore regionale alla Protezione Civile e difesa del suolo, Irene Priolo, ieri a Modena per ritracciare il quadro dei lavori in corso e previsti non solo sull'asta del fiume Secchia ma anche su quella del Panaro e del reticolo di torrenti e dei canali che negli ultimi anni hanno registrato le maggiori criticità. Dal Naviglio al nodo Tiepido e Grizzaga che all'altezza della località Fossalta hanno provocato, nonostante il nodo fosse già stato oggetto di interventi regionale, i maggiori rischi. Qui, entro l'anno - ha affermato Irene Priolo - è previsto un nuovo appalto per la realizzazione di nuovi argini. Per 3,3 milioni di euro.
Per il 2020 sono in corso complessivamente 11 cantieri per oltre 57 milioni di euro, dei 128 milioni di euro messi a disposizione per il modo idraulico modenese dopo l'alluvione del 18 e 19 gennaio 2014.
Al centro dell’attenzione resta innanzitutto il sistema delle arginature.
Tema solo accennato ma non nel merito degli interventi e dei finanziamenti per l'adeguamento del sistema delle casse di espansione di Secchia (queste con gravissime e storiche criticità), e del Panaro che incidono direttamente sul Naviglio e affluenti.
Recuperare più di 30 anni di ritardi, sottovalutazioni, progetti inadeguati, mancata manutenzione dei fiumi, non è facile. Anche perché gli interventi cosiddetti strutturali (anche se come più volte ribadito limitati all'adeguamento dei fiumi a piena TR20, quindi medio piccole), sono stati avviati solo dopo il disastro del 2014 e iniziati materialmente due anni dopo.
Nessun accenno, da parte dell'Assessore alla situazione dei ponte. Ponte Alto, sul Secchia, sta mostrando la sua inadeguatezza. Dopo i lavori in corso per l'innalzamento degli argini, il piano strada si trova a livello più basso degli argini stessi, creando una barriera in caso di piena, mentre per il Ponte dell'Uccellina, sempre sul Secchia, siamo ancora all'annunciato da anni progetto di innalzamento e raddoppio della vecchia struttura a senso unico di costruzione militare
In sintesi, lavori in programma
Per le arginature del Secchia, si stanno realizzando opere per un importo pari a 18 milioni di euro.
In primavera si concluderanno anche i lavori nel tratto di valle del fiume fino a Concordia sulla Secchia, al confine con la provincia di Mantova, dal valore di 12 milioni di euro.
Altri 8 milioni 800 mila euro sono destinati a proseguire il rialzo e il rinforzo delle arginature del Panaro: i lavori termineranno nella primavera del 2021.
Fanno parte di un progetto complessivo da 12 milioni che interessa i territori di Modena, Bomporto, Nonantola, Ravarino e Crevalcore. La prossima tappa sarà appunto la realizzazione di nuovi argini a Fossalta di Modena.
Significativo anche l’investimento di quasi 11 milioni e mezzo di euro sui principali affluenti pedecollinari di Secchia e Panaro: ben 4 milioni e mezzo sono riservati alla sistemazione di alcune briglie danneggiate dall’alluvione. Tre sono sul Panaro: la briglia selettiva di Zenzano, tra i comuni di Marano e Savignano, dove i lavori da 900 mila euro sono già ultimati, e le briglie Caselle e Muratori nei comuni di Savignano e Vignola.



