Una delle poche aree verdi rimaste, schiacciata tra la tangenziale e il quartiere Morane e, poco più avanti, il centro commerciale La Rotonda. Dove, appunto, dovrebbero nascere le nuove palazzine. Un progetto contestato, tanto. Per l'impatto sul suolo e sul sistema idrogeologico della zona, sull'inquinamento di un'area già così fortemente congestionata dal traffico, schiacciata tra la tangenziale ed un centro commerciale. Perchè - dicono i cittadini - basta costruire nuove case quando il futuro sta nella riqualificazione dell'esistente e nell'utilizzo di aree abbandonate di cui Modena abbonda. Ed è così che le persone scendono in strada, spontaneamente, per dire che i tempi sono cambiati, per dire che c'è una nuova consapevolezza nell'affrontare e nel fare le cose e che certe cose non si possono più accettare a scatola chiusa o girado la testa dall'altra parte. E per dire, semplicemente: 'Sindaco ascoltaci e tutela gli interessi delle persone e, ripensaci, perché - dicono - 'andando avanti con questa scelta, l'amministrazione l'interesse dei cittadini ma solo dei costruttori e di chi cura i loro interessi'
Alla manifestazione, in segno di solidarietà, erano presenti anche i rappresentanti di altri comitati cittadini attivi sui temi ambientali: da RespiriaMo aria pulita che si batte contro le emissioni e gli odori delle fonderie cooperative e il comitato per l'ambiente di San Cesario
Il comitato on line #mobastacemento ed il comitato dei cittadini per la raccolta firme hanno raccolto rispettivamente 4000 e 700 adesioni alla petizione per dire no a nuova costruzioni..

