Anche ieri i valori nelle concentrazioni di inquinanti e di PM 10 segnalati dalle centraline Arpa della Provincia registravano valori al di sotto dei limiti consentiti portando a tre su quattro i giorni di aria respirabile (almeno sulla carta), da inizio anno. Perché fino ad ora solo il primo gennaio ha registrato a Modena e Sassuolo il superamento dei valori limite. Dopodiché, complice anche la ventilazione e le seppur deboli precipitazioni, i valori sono tornati abbondantemente sotto il livello di guardia. Già dal 2 gennaio. Con livelli alla metà del valore minimo dei 50 microgrammi anche nel punto più critico di via Giardini, a Modena.
Ed è in situazioni come queste che gli esperti di clima e gli amministratori pubblici hanno mostrato idee divergenti sul da farsi per mantenere, o riportare, la qualità dell'aria a livelli tollerabili.
Se per i tecnici è in momenti come questi in cui valori pur sotto la soglia rischiano di aumentare che bisognerebbe intervenire con le limitazioni al traffico, per mantenerli tali, dall’altro le politiche antismog prevedono invece l’intervento solo in caso di superamenti continuativi. Ovvero non prima che l'aria diventi irrespirabile e dannosa, ma solo quando fortemente inquinata lo è da giorni.
Ma una cosa è parlare di blocchi del traffico emergenziali ed un conto è parlare di interventi programmati e creati per sensibilizzare sull’uso di mezzi alternativi all’auto. Come quelli stabiliti nelle domeniche ecologiche. Il primo appuntamento dell’anno con i mezzi tutti fermi all’interno dell’anello delle tangenziali è quello del 7 gennaio, prima domenica ecologica, dalle 8.30 alle 18.30, nell’area all’interno delle tangenziali, blocco dei veicoli a benzina Euro 0 e 1 e diesel fino a Euro 3. Stop anche a ciclomotori e moto pre Euro.
Gi.Ga.



