'L’ultima soluzione è stata quella di far slittare il termine delle lezioni alle ore 15. Tale soluzione non è stata bene accolta dagli studenti, ma nemmeno dai professori, dai genitori e dal personale della scuola. Come si può pensare di fare terminare le lezioni alle ore 15, sapendo che molti vengono da fuori Sassuolo (pensiamo all'Appennino) e dunque rientrano solo alle 16 o 17? Inoltre, vi è un altro grande problema: come si riesce a conciliare lo studio con le attività extrascolastiche? Pensiamo di tornare a casa alle 15, mangiamo ed arrivano già le 16. Se qualcuno ha allenamento o ha altri impegni, come può fare per studiare e svolgere i compiti? Sono misure che non possono reggere e infatti hanno tenuto due giorni e poi sono state cambiate, anche a seguito di scioperi studenteschi e lettere di genitori - chiude Gioventú Nazionale Distretto Ceramico -. Il reale problema è che manca un'organizzazione solida che possa dare linee guida che non stravolgono le vite di tutti, studenti, professori e genitori. Noi studenti viviamo in un clima di incertezza su tutto. Quando torneremo a scuola? Con che modalità? Si troverà una soluzione per i trasporti o si continuerà a fare finta di niente? Ci sarà il prolungamento delle lezioni fino alla sera?'
'Sono i trasporti il vero ostacolo al rientro a scuola'
L'intervento di Gioventà Nazionale Distretto Ceramico
'L’ultima soluzione è stata quella di far slittare il termine delle lezioni alle ore 15. Tale soluzione non è stata bene accolta dagli studenti, ma nemmeno dai professori, dai genitori e dal personale della scuola. Come si può pensare di fare terminare le lezioni alle ore 15, sapendo che molti vengono da fuori Sassuolo (pensiamo all'Appennino) e dunque rientrano solo alle 16 o 17? Inoltre, vi è un altro grande problema: come si riesce a conciliare lo studio con le attività extrascolastiche? Pensiamo di tornare a casa alle 15, mangiamo ed arrivano già le 16. Se qualcuno ha allenamento o ha altri impegni, come può fare per studiare e svolgere i compiti? Sono misure che non possono reggere e infatti hanno tenuto due giorni e poi sono state cambiate, anche a seguito di scioperi studenteschi e lettere di genitori - chiude Gioventú Nazionale Distretto Ceramico -. Il reale problema è che manca un'organizzazione solida che possa dare linee guida che non stravolgono le vite di tutti, studenti, professori e genitori. Noi studenti viviamo in un clima di incertezza su tutto. Quando torneremo a scuola? Con che modalità? Si troverà una soluzione per i trasporti o si continuerà a fare finta di niente? Ci sarà il prolungamento delle lezioni fino alla sera?'
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