Finisce in nulla la vicenda giudiziaria per l'ex Consigliere regionale Andrea Leoni del Pdl che era accusato di peculato nell'ambito dell'indagine cosiddetta 'Spese pazze' in Regione Emilia Romagna per gli anni che vanno dal 2005 al 2012.
La Sesta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio la sentenza di condanna della Corte di Appello di Bologna a carico di Leoni, frutto di un'inchiesta giudiziaria che coinvolse i Consiglieri regionali emiliani. Nel corso dell’udienza anche l’accusa, attraverso il Procuratore Generale, aveva chiesto l’annullamento della sentenza di condanna per peculato.
Dopo un decennio, quindi, si avvia a conclusione con un nulla di fatto una vicenda che allora fece molto scalpore, visto che furono messi sotto accusa praticamente tutti i cinquanta Consiglieri dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna.
Al termine dei vari gradi di giudizio la maxi indagine, che vedeva i componenti dei gruppi consiliari accusati di peculato per migliaia di euro si è risolta positivamente per la stragrande maggioranza dei Consiglieri regionali.
'Dopo dieci anni sono felice per la pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, che ribalta totalmente quanto sostenuto dall'accusa e mette fine per me e la mia famiglia ad un incubo durato troppo tempo. La sentenza certifica che ho sempre avuto un comportamento rispettoso delle norme unito ad una enorme attività politico-istituzionale, riconosciuta dai voti dei cittadini”.
Spese pazze: la Cassazione dà ragione ad Andrea Leoni, annullata la condanna per peculato
Dopo un decennio finisce in nulla di fatto l'inchiesta che lo mise sotto accusa insieme a cinquanta consiglieri regionali: 'Per me e la mia famiglia la fine di un incubo durato troppo tempo'
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