Saviano si vede 'sulle loro prime pagine ogni giorno, attaccato nella maniera più bassa e vile'. Dunque 'rinuncio, in queste settimane di attacchi continui, per timore di esporvi, di esporre chi mi ospita: responsabilità, questa, che sento gravosissima'. Ma 'l'esposizione fisica preoccupa me e chi mi sta attorno perché l'odio è tangibile e non esiste alcuno scudo'. Gli attacchi ricevuti, precisa Saviano in una lunga nota, sarebbero riconducibili al processo in cui è accusato di diffamazione nei confronti dell'attuale presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che si è aperto lo scorso 15 novembre.
I fatti risalgono al dicembre 2020 quando in una trasmissione televisiva si scagliò contro chi porta avanti le campagne anti-immigrazione, paragonando il mancato soccorso in mare come a una ambulanza che non interviene per i feriti in strada e usando l'appellativo 'bastardi', riferito a Giorgia Meloni, allora parlamentare di Fratelli d'Italia e a Matteo Salvini (che per questo episodio si è costituito parte civile pur non avendo querelato all'epoca) per il loro contrasto alle Ong.
La Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, per bocca del direttore Paolo Cantù, esprime 'solidarietà e grande dispiacere per essere costretta a rinviare un appuntamento, da molto tempo atteso e voluto per dare alla città e agli studenti la possibilità di sentire parlare di criminalità organizzata da uno dei giornalisti e scrittori italiani più esperti in materia'.
Continua Cantù: 'Ci dispiace che l'attualità politica abbia preso il sopravvento e stiamo già cercando una data alternativa, il prima possibile, per riuscire ad avere Roberto Saviano con noi, per continuare ad esercitare fino in fondo la nostra funzione di spazio e presidio pubblico di pensiero e dialogo'.



