Si infiamma il dibattito politico a seguito della rimozione anticipata rispetto al termine naturale dell'affissione autorizzata, dei manifesti della campagna “Mio Figlio No. Scuole Libere dal Gender”, promossa dall’associazione Pro Vita & Famiglia. A denunciare l’accaduto sono gli esponenti della provinciale e locale, che parlano apertamente di censura ideologica da parte dell’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Mezzetti e dall’Assessore Camporota.
'Si tratta di un vergognoso atto di censura politica — afferma Guglielmo Golinelli, segretario provinciale Lega Modena — messo in campo per tappare la bocca a chi si oppone all’indottrinamento gender nelle scuole. È inaccettabile che si impedisca ai cittadini di esprimere opinioni diverse usando il potere istituzionale'.
Sulla stessa linea Caterina Bedostri, segretaria di sezione della Lega Modena, che ribadisce: 'L’educazione spetta ai genitori, non allo Stato né tantomeno alle associazioni LGBT. Non permetteremo che i nostri figli vengano esposti a campagne ideologiche sotto la bandiera dell’inclusione'.
Il capogruppo consiliare Giovanni Bertoldi rincara la dose: 'La modifica del regolamento comunale per impedire affissioni sgradite è una squallida manovra repressiva, degna di regimi che vogliono cancellare il pensiero libero. Ma non ci faremo intimidire'. Gli esponenti del partito assicurano che la battaglia non si fermerà: 'Non arretreremo di un millimetro — concludono in una nota congiunta — nella difesa della libertà educativa e della possibilità per ogni genitore di scegliere il percorso formativo dei propri figli, al riparo da imposizioni ideologiche e censure di Stato'.
Stop a manifesti no educazione gender, Lega all'attacco: 'Vergognosa censura politica'
I vertici provinciali e locali del partito contro la delibera della giunta Mezzetti
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