Vere e proprie discriminazioni superabili attraverso la legge sull'oblio oncologico. Su questo il vice-coordinatore regionale di Forza Italia e candidato alle elezioni regionali Antonio Platis ha chiamato raccolta presso la sede elettorale di via Sant'Agostino a Modena rappresentanti di associazioni, medici oltre che sindacalisti per fare il punto sulla legge e sull'applicazione della stessa. Introdotti da Alessandra Servidori, presidente nazionale di Tuttoperlitalia, il medico radiologo ospedaliero Grazia Ruini, la presidente dell'osservatorio nazionale Confsal per la parità di genere Letizia Giello, sono intervenuti il medico ortopedico ospedaliero Alberto Ferrari.
Oggi le cure e gli screening stanno dando risultati importanti sia sul fronte della prevenzione che del contrasto alla malattia. La sopravvivenza dalla diagnosi è del 60% a 5 anni, e del 30 a dieci anni con percentuali maggiori che variano appunto in parallelo alla diffusione e alla risposta alle attività di screening. Milioni di persone che oltre ad essere tecnicamente guariti anche se ancora in cura, possono liberarsi, oltre che dalla malattia, anche dai limiti che questa comporta.
La legge si propone di tutelare chi ha vissuto l'esperienza della malattia, riconoscendo la necessità di un supporto specifico per reintegrarsi nella vita lavorativa e sociale. Tra le garanzie previste, vi è l'impegno a promuovere politiche di inclusione e sensibilizzazione nei confronti delle imprese, affinché possano adottare pratiche favorevoli per chi ha affrontato un percorso di cura.
Inoltre, la norma stabilisce misure di protezione per evitare situazioni di svantaggio e discriminazione, garantendo che le persone colpite da questa patologia non siano penalizzate in ambito lavorativo o nell'accesso ai servizi. Con questa legge, si punta a creare un contesto più equo e giusto per tutti, riconoscendo il diritto di ogni individuo a non essere stigmatizzato a causa della propria storia di salute.
'L'iniziativa legislativa rappresenta quindi



