“Pensare di trivellare il nostro mare era da irresponsabili ieri e lo è ancor di più oggi dopo il terremoto che si è verificato a largo di Fano. Continuare a fare investimenti sulla ricerca di fonti fossili di certo non risolverà il nostro problema riguardo all’emergenza energetica che stiamo vivendo ma rischia di provocare dei danni ancor di più irreparabili all’ambiente. La scelta del governo Meloni è semplicemente assurda”. È quanto dichiara Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo alla volontà del nuovo Governo guidato da Giorgia Meloni di attivare nuove trivelle per l’estrazione di gas anche davanti alle coste dell’Emilia-Romagna.
“I dati oggi ci dicono che in Adriatico potremmo estrarre al massimo 40 miliardi di metri cubi di gas, una quota che non basterebbe nemmeno a soddisfare il nostro fabbisogno di due anni – spiega Silvia Piccinini – Senza contare che l’attivazione di nuove trivelle non sarebbe di certo immediata, così come la propaganda di Meloni e del ministro Urso vorrebbe far credere, e quindi sostanzialmente inutile per risolvere la crisi energetica scoppiata negli ultimi mesi. Inoltre, l’attivazione di nuove trivelle metterebbe a rischio un intero territorio, quello del Delta del Po, riserva Mab-Unesco e che ha basato il proprio modello di sviluppo su attività sostenibili come la pesca e il turismo ambientale.
“Settori che avrebbero un colpo mortale qualora si decidesse di dare il via libera a nuove estrazioni di gas. Per questo presenterò una risoluzione e un’interrogazione per chiedere alla Regione di mobilitarsi affinché ci sia una sua netta presa di posizione nei confronti di Governo e Parlamento contro questa sciagurata ipotesi che provocherebbe un disastro sia ambientale che economico per un intero territorio” conclude Silvia Piccinini.
'Terremoto nelle Marche: ecco perchè diciamo no alle trivelle'
Piccinini (M5S): 'La scelta del governo Meloni è semplicemente assurda'
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