C'è certamente la questione morale che egli sollevò nella famosa intervista a Scalfari del 1981 che risuona ancora in tutta la sua forza. 'La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell'amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell'Italia d'oggi, fa tutt'uno con l'occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt'uno con la guerra per bande, fa tutt'uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semmplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano'.
E poi, c'è la sua posizione sul tema della guerra e sul concetto di pacifismo. 'Se vuoi la pace, prepara la guerra, dicevano certi antenati. E invece io la penso come i pacifisti di tutto il mondo di oggi: Se vuoi la pace, prepara la pace' - è la frase che tutti ricordano.
'La pace è fattore di sviluppo. Nella pace i popoli possono usare le ricchezze per soddisfare le proprie necessità di vita e di crescita, per produrre altre ricchezze utili, per migliorare ed elevare la propria cultura, i propri modi di vivere e consumare, e non per produrre strumenti di distruzione e formare soldati. I miliardi di dollari che gli uomini spendono per gli armamenti, se usati a fini pacifici possono contribuire a mutare il destino dell'umanità intera' - disse in una intervista a Critica Marxista pochi mesi prima di morire.



