'Questa decisione rappresenta un grave atto che ipoteca la storia del sistema educativo modenese che affonda le sue radici nel 1969 con la nascita dei primi asili nido, frutto delle battaglie delle donne di questa città: un patrimonio che sarebbe assurdo disperdere. Esso ha costituito un modello di welfare da emulare come ampiamente dimostrato dalle delegazioni di altri Comuni che la città ha ospitato nel corso degli anni e un modello vincente che ha contribuito a creare un benessere culturale diffuso, una crescita di competenze e relazioni tra insegnanti, genitori e amministratrici ed amministratori comunali, cittadine e cittadini. Siamo orgogliose/i di vivere in una città che ha saputo farsi ascoltare - continuano le donne Udi -. Questa metodologia dell'ascolto non avrebbe dovuto essere messa da parte perché, proprio per il fatto di consentire di tenere insieme tutti i pezzi della nostra comunità, è stata la chiave del successo di questa esperienza. Le scelte dell’amministrazione preoccupano fortemente in quanto non solo impatta sul sistema educativo 0/6, ma ha ripercussioni negative sulle famiglie e in particolare sulle donne; pertanto i genitori e la cittadinanza chiedono garanzie per il futuro. Noi non intendiamo limitarci a esprimere la nostra disapprovazione all’atto in discussione, ma dichiariamo la volontà di intraprendere, con tutti i soggetti che vorranno, le azioni più opportune affinché si torni a garantire una gestione pubblica dell’educazione 0/6 anni, fiore all’occhiello di questa città: un servizio pubblico di qualità con personale adeguatamente specializzato, pienamente rispondente al percorso educativo. Per difendere il nostro sistema educativo siamo pronte a intraprendere tutte le azioni e iniziative necessarie. Noi donne, in rete con la cittadinanza, chiediamo che si discuta. Abbiamo una storia e un patrimonio che, non solo non devono essere dispersi o annacquati, ma, al contrario ulteriormente arricchiti con idee e voci nuove, già presenti nella realtà modenese'.
Udi Modena: 'No alle scuole in Cresciamo. La giunta si fermi'
'Si torni a garantire una gestione pubblica dell'educazione 0/6 anni, fiore all'occhiello di questa città'
'Questa decisione rappresenta un grave atto che ipoteca la storia del sistema educativo modenese che affonda le sue radici nel 1969 con la nascita dei primi asili nido, frutto delle battaglie delle donne di questa città: un patrimonio che sarebbe assurdo disperdere. Esso ha costituito un modello di welfare da emulare come ampiamente dimostrato dalle delegazioni di altri Comuni che la città ha ospitato nel corso degli anni e un modello vincente che ha contribuito a creare un benessere culturale diffuso, una crescita di competenze e relazioni tra insegnanti, genitori e amministratrici ed amministratori comunali, cittadine e cittadini. Siamo orgogliose/i di vivere in una città che ha saputo farsi ascoltare - continuano le donne Udi -. Questa metodologia dell'ascolto non avrebbe dovuto essere messa da parte perché, proprio per il fatto di consentire di tenere insieme tutti i pezzi della nostra comunità, è stata la chiave del successo di questa esperienza. Le scelte dell’amministrazione preoccupano fortemente in quanto non solo impatta sul sistema educativo 0/6, ma ha ripercussioni negative sulle famiglie e in particolare sulle donne; pertanto i genitori e la cittadinanza chiedono garanzie per il futuro. Noi non intendiamo limitarci a esprimere la nostra disapprovazione all’atto in discussione, ma dichiariamo la volontà di intraprendere, con tutti i soggetti che vorranno, le azioni più opportune affinché si torni a garantire una gestione pubblica dell’educazione 0/6 anni, fiore all’occhiello di questa città: un servizio pubblico di qualità con personale adeguatamente specializzato, pienamente rispondente al percorso educativo. Per difendere il nostro sistema educativo siamo pronte a intraprendere tutte le azioni e iniziative necessarie. Noi donne, in rete con la cittadinanza, chiediamo che si discuta. Abbiamo una storia e un patrimonio che, non solo non devono essere dispersi o annacquati, ma, al contrario ulteriormente arricchiti con idee e voci nuove, già presenti nella realtà modenese'.
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