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Vaccini obbligatori, il Consiglio comunale di Modena...si unisce

Vaccini obbligatori, il Consiglio comunale di Modena...si unisce

Dal dibattito politico generato da un'interrogazione di Fasano (PD) emerge un Si generale


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 Era prevedibile che il tema così caldo, soprattutto in Emilia-Romagna, delle vaccinazioni obbligatorie, generasse un ampio dibattito in consiglio comunale. Anche se a portarlo sul tavolo della giunta non era un Ordine del Giorno, o una mozione bensì una 'semplice' interrogazione: quella del Consigliere PD Fasano sui 'potenziali rischi di 'disinformazione sanitaria e scientifica derivanti dalla discussione sulla cosiddetta autodeterminazione in ambito vaccinale e su quali misure mettere  mettere in pratica per contrastare in ambito locale il declino della copertura vaccinale riportato dal Ministero della Salute e per promuovere una cultura della prevenzione'.

Una interrogazione alla quale ha risposto l'Assessore Giuliana Urbelli, ribadendo l'importanza delle vaccinazioni e richiamando la cosiddetta “immunità di gregge'.  'La vaccinazione - ha affermato l'Assessore - ha un fondamentale significato di tutela della salute sia del singolo individuo che dell’intera comunità, e per questo ulteriori azioni di sensibilizzazione alle vaccinazioni. Tema caldo che ha portato la trasformazione dell'interrogazione (che prevede un botta e risposta secco tra interrogante e giunta), in una interpellanza proprio per allargare il dibattito a tutti i gruppi consiliari.

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Un'occasione per fare emergere ed esprimere, sul piano locale, le posizioni dei singoli partiti e per ricondurre ad un dibattito locale la discussione, spesso vicina al caos, sul piano nazionale.

Aprendo gli interventi per il Pd, Federica Venturelli ha ricordato che le malattie sottoposte a vaccinazioni di massa “sono state debellate o quasi, a prova dell’utilità dei vaccini. In Italia esiste un obbligo vaccinale, a tutela dei singoli e della collettività e quindi vaccinarsi è prima di tutto dovere sociale. Chi si batte contro i vaccini – ha concluso – deve ricordarsi che può farlo proprio perché la maggior parte delle persone è vaccinata”. Per Chiara Susanna Pacchioni “non si può ammettere un confronto di opinioni sul contrasto tra salute e malattia: su un tema come i vaccini quello che conta sono le competenze. Possiamo discutere di approcci comunicativi e di politiche sanitarie ma non si può fare lo stesso dibattito sui vaccini che, secondo dati scientifici certificati, sono efficaci e sicuri”. La consigliera ha quindi chiesto a tutte le forze politiche “di prendere posizioni nette e non equivoche, che non diano alibi agli antivaccinisti per evitare che malattie quasi scomparse si ripresentino”.

E Simona Arletti ha aggiunto che “lascia perplessi vedere leader nazionali che hanno ancora atteggiamenti irresponsabili su questo tema: un conto infatti sono le posizioni personali, un altro è sollevare, come leader politico, dubbi come i collegamenti già ampiamente smentiti tra vaccinazioni e autismo.

Sono dubbi che minano la stabilità psicologica dei genitori di questi bambini”.

Anche Luigia Santoro (Idea-PeL) ha affermato che “i benefici delle vaccinazioni sono indiscutibili, anche rispetto ai rischi delle stesse vaccinazioni. La libertà – ha detto – implica anche responsabilità e la sicurezza di tutti deve guidare le scelte. Certo ci deve anche essere un impegno volto sia all’informazione corretta che all’acquisto dei vaccini più sicuri per ridurre al minimo i rischi e permettere a tutti di scegliere la vaccinazione con tranquillità”.

Sottolineando che la questione dei vaccini “è importante per il Movimento 5 stelle”, la capogruppo Elisabetta Scardozzi ha ribadito la posizione espressa sul blog di Beppe Grillo e cioè che “il tema vero a proposito dei vaccini è la differenza tra obbligo e accompagnamento. L’atteggiamento quindi è diverso ma teso comunque a garantire la più ampia copertura vaccinale. Tutto il resto riguardo alla nostra posizione – ha sottolineato – sono opinioni personali, manipolazione mediatica o informazioni non corrette”.

Per Domenico Campana (Per me Modena) sul tema non bisogna essere equivoci: “Non vaccinare è una follia. Su questa materia si deve tenere conto di quanto dice da decenni con altissima affidabilità la comunità scientifica”.

Per il consigliere non si può dire che la società deve essere matura per decidere se vaccinare o no: “È addirittura paradossale che ne stiamo a parlare, è il segno di una regressione culturale grave”.

“Non ci sono dubbi che vaccini e antibiotici siano state le più grandi rivoluzioni mediche degli ultimi due secoli e mezzo” ha esordito Paolo Trande (Art.1-Mdp) per il quale “può accadere di tutto in una società in cui tutti sono esperti di tutto basta che scrivano un post su Facebook”. Secondo il consigliere bisogna inoltre che la discussione sui vaccini sia tenuta lontana dal confronto politico: “Rischiamo di depotenziare sia una battaglia giusta come quella della strategia vaccinale che il metodo della scienza moderna”.

Per Adolfo Morandi (Forza Italia) è evidente che “prevenzione e tutela della collettività tutta devono essere valutati in termini oggettivi e non soggettivi come può esser un discorso politico, ma ogni forza politica esprime il proprio parere e noi siamo d’accordo sulla prevenzione attraverso la vaccinazione e lontani dall’idea di cavalcare correnti di pensiero che esulano da discorso scientifico e sono spinte da affermazione di radicale liberalizzazione: ci sono delle regole e vanno rispettate”.

Nella replica, il consigliere Fasano ha ribadito che “bisogna tenere il tema lontano dalle polemiche politiche ed elettoralistiche. Quella dei vaccini è una questione di sicurezza delle persone più fragili e tutto il resto deve restare fuori. Anche perché la storia dei vaccini è davvero una delle storie più belle e di successo della storia della medicina”. Ci sono stati anche episodi negativi negli anni, ha ricordato “ma non possono minare le certezze scientifiche sul fatto che i vaccini sono una misura preventiva a basso costo che salvano milioni di vite”.

 

 

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