Articoli Politica

Vandalizzati per la terza volta i manifesti di vicinanza al e dal popolo russo

Vandalizzati per la terza volta i manifesti di vicinanza al e dal popolo russo

Ignoti in azione nuovamente ai danni dei due impianti di via IX gennaio e via Emilia Est sui quali sono apparse scritte contro la Russia


3 minuti di lettura

In entrambi i casi nuovamente cancellata la stretta di mano simbolica tra i popoli italiano e russo e di nuovo sostituita la scritta Donetsk chiama 'Modena Risponde', con scritte contro la Russia in un italiano sgrammaticato. Il vandalismo ai danni dei due manifesti 6x3 affissi a Modena in via IX gennaio e in via Emilia Est si è ripetuto questa notte a danno di ignoti. Il fatto non sarebbe stato né rivendicato né denunciato anche se l'impianto di via Emilia Est, nei pressi del Policlinico insiste su una strada e su un area particolarmente trafficata e frequentata, anche nelle ore notturne.
Il danneggiamento dei manifesti affissi su spazi regolarmente acquistati da parte di un gruppo di associazioni riconosciute di Modena e Reggio Emilia aveva già generato un accesso dibattito politico che aveva interessato anche il sindaco di Modena, criticato per avere condannato i manifesti ma non gli atti vandalici e accusato di favorire la censura in città.
Numerosi gli interventi che si sono susseguiti all'affissione e agli atti vandalici. L'ultimo in ordine di tempo ieri sera da parte di Indipendenza Emilia, in occasione, ieri sera, di un faccia a faccia, al forum in corso ad Orvieto, tra l’ambasciatore russo in Italia
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Alexey Paramonov e l’economista americano Jeffrey Sachs.

'Stupisce e non poco il silenzio totale della politica, di fronte a questi ripetuti vandalismi che di fatto mettono in discussione il principio della libertà di espressione, visto l’accanimento con il quale mani ignote si sono scatenate contro i manifesti che sono stati riaffissi dopo i primi danneggiamenti. Sindaco e PD tacciono ma tace anche l’opposizione, tutta l’opposizione sia quella “storica” del centro-destra, ora a trazione Fratelli d’Italia sia quella rappresentata dalla lista civica entrata in questo CC' - afferma Indipendenza Emilia.
'Se è vero che chi tace, acconsente, i politici modenesi sono d’accordo con le esternazioni del sindaco Mezzetti e non hanno nessun interesse a difendere la libertà di espressione nella nostra città, quando è esercitata da chi dissente dalla linea bellicista e guerrafondaia che unisce centro sinistra e centro destra che sulle grandi scelte di fondo sono molto più unite di ciò che vorrebbero far credere, tutti i cittadini modenesi ed emiliani dovrebbero tenerne conto, anche in funzione delle prossime scelte che saranno chiamati a prendere, in vista delle prossime Regionali.
Il Movimento Indipendenza ritiene che il confronto politico tra visioni differenti sia il sale della democrazia e oggi si appresta ad assistere ad uno storico dibattito tra l’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov e l’economista americano Jeffrey Sachs, nel quadro del Forum di Orvieto che affronterà i grandi temi del sovranismo sociale e del mondo multipolare. Anche questo dibattito ha suscitato malumori tra parlamentari del Pd, come se invitare l’ambasciatore russo ad un dibattito sia una specie di reato di lesa maestà, questo fatto la dice lunga sulla concezione della democrazia “a corrente alternata” che viene espressa da parte del mondo politico, chiuso nella visione occidentalista e nemica, di fatto di chi è fuori dal sistema di alleanze espresso da Ue e Nato, salvo poi dimenticarsi, come del resto fa la destra, di una tragedia come il genocidio in corso in Palestina' - conclude in una nota il Movimento Indipendenza Emilia.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.